Non vi era volontà di uccidere: l’incidente nel quale rimase ferito un ragazzo di origini argentine, Facundo Rodriguez, residente anch’egli a Caivano in quel periodo, fu un “investimento casuale”, da parte di chi – aggredito – scappava per mettersi in salvo.
Decade, pertanto, l’accusa tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi a carico del 35enne caivanese Pasquale Russo, prosciolto anche dall’accusa di lesioni colpose per mancanza di querela di parte.
“Il Tribunale di Napoli nord, in composizione collegiale, assolve l’imputato perchè il fatto non sussiste e dichiara di non doversi procedere nei confronti di Russo in ordine al reato a lui ascritto per mancanza delle condizioni di procedibilità”, si legge nel dispositivo.
Lo ha stabilito il Tribunale di Napoli nord (Presidente collegio Paccharini), che all’esito di un dibattimento durato circa tre anni, ha assolto il ragazzo, difeso e rappresentato dall’avvocato Massimo Viscusi.
Il collegio ha quindi accolto e fatto propria la tesi difensiva del penalista, sostenuta anche dalla dettagliata relazione tecnica cinematica sulla dinamica del sinistro effettuata dal perito Dott. Bassani, con studio a Varese e Milano, con la quale la difesa ha smontato l’accusa, mancante di elementi probatori certi e univoci, tra i quali anche le dichiarazioni accusatorie della vittima, ritrattate e incongruenti.
I giudici hanno ritenuto pertanto insussistenti gli elementi probatori alla base del castello accusatorio.
Il caso risale al marzo del 2023, quando il ragazzo venne travolto da una Fiat 500X nei pressi del parco verde di Caivano, all’altezza della Scuola Istituto Maiorano dopo un alterco con altre persone e la fuga dell’imputato a bordo del proprio veicolo. A seguito del litigio tra l’imputato e altre due persone – le quali sono state testi nel processo, sebbene in antitesi tra di loro – ne scaturì una colluttazione, dove intervenne la vittima, la quale fu colpita al collo (non si sa da chi) con un oggetto contundente, e l’imputato scappò a bordo della Fiat 500X nera, e nell’ avviare la manovra investì il ragazzo di origini argentine, procurandogli ferite importanti al bacino, alle costole, alle braccia e al volto.
Subito dopo il fatto, l’imputato fu individuato come il presunto conducente della macchina e fermato ed arrestato.
Nei verbali d’arresto si ipotizzava un investimento volontario, maturato all’interno di un contesto di criminalità, afferente un furto che l’argentino avrebbe fatto di sostanza stupefacente, ma l’imputato non aveva alcun precedente di criminalità comune nè organizzata.
Il Tribunale ha quindi accolto la tesi difensiva e ha dichiarato “non sussistente l’ipotesi del tentativo di omicidio”, successivamente riformulata in lesioni colpose; reato quest’ultimo estinto perché senza querela di parte.
“La scelta di ricorrere in dibattimento, del rito ordinario, le strategie difensive adottate e l’assenza di elementi oggettivi a carico dell’imputato hanno contribuito a invalidare e rendere nulle le pesanti accuse iniziali”, ha commentato l’avvocato Massimo Viscusi all’esito della discussione. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro il termine di 90 giorni.

