HomeCronacaTraffico di droga per il clan Russo, la suocera brasiliana del capo...

Traffico di droga per il clan Russo, la suocera brasiliana del capo contava i soldi

PUBBLICITÀ

Zuleide Lucinda Da Silva Oliveira è accusata di aver maneggiato i soldi e pagato i membri del gruppo di narcos gestito dal 43enne nolano Antonio Moccia. Gli inquirenti hanno registrato anche il rumore della macchinetta contasoldi: c’erano alcune somme, pagate dalla mala del Rione Traiano, destinate a Demis Ravezzani, 47enne milanese accusato di essere l’altro capo dell’organizzazione. Al centro dell’inchiesta della Procura di Napoli c’è un traffico di droga al quale avrebbe partecipato la 57enne brasiliana, suocera di Moccia.

Già dall’inizio delle indagini è emerso il viaggio a Malaga di Moccia e della sua famiglia, suocera compresa, risalente al giugno 2024. In un’intercettazione di una videochiamata, captata il mese seguente, Da Silva avrebbe preparato i pacchi di banconote: Moccia avrebbe mostrato il denaro nelle buste a un suo complice che chiedeva: “Aspe, mi devi far vedere, però, io gli devo mandare la fotografia buona”. Moccia avrebbe risposto: “Non devi fare nessuna fotografia!!! Dove vuoi arrivare? Fammi sentire?”.

PUBBLICITÀ

L’interlocutore ha ancora chiesto: “Che sta facendo Zuligi? Zuligi che sta facendo i pacchi?” e il 43enne avrebbe inquadrato con il telefonino la suocera alle prese con le banconote. Nel novembre seguente, il 43enne si sarebbe fatto accompagnare dal suo fidatissimo, Attilio Scala, a casa della 57enne e avrebbe commentato: “Quelli vanno e vengono per portare i soldi che non vogliono tenere addosso“.

Il blitz contro il clan Russo

Martedì scorso la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli su richiesta dei pm della DDA Henry John Woodcock e Vincenzo Toscano nei confronti di 23 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, spaccio di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi. I reati sono contestati nella forma aggravata dal metodo mafioso in quanto commessi per conto del clan Russo, presente sul territorio di Nola e nelle zone limitrofe.

Le indagini della Sezione investigativa del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Napoli hanno scoperto una struttura criminale dedita al traffico di droga, con ramificazioni e contatti con vari fornitori non solo nella provincia di Napoli, ma anche in altre regioni italiane e all’estero. L’organizzazione aveva allacciato contatti anche con la Lombardia e la Spagna, dove acquistava cocaina e hashish da vendere. I guadagni della vendita della droga, effettuata con la modalità itinerante per ostacolare i controlli delle forze dell’ordine, finivano nelle casse della camorra nolana e venivano utilizzati per pagare le ‘mesate’ agli affiliati e alle famiglie dei detenuti.

“Complimenti per le Mercedes”, le consegne di cocaina al Rione Traiano

PUBBLICITÀ
Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
PUBBLICITÀ