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Tragedia a Fuorigrotta, si sente male e muore dopo aver mangiato il gelato

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Tragedia a Napoli questa mattina. Si accascia al suolo in via Veniero a Fuorigrotta dopo aver mangiato un gelato. È in arresto cardiaco, viene soccorso e rianimato a lungo in strada da due persone, poi qualificatesi, all’arrivo del 118, come anestesisti.

Il paziente ha ripreso conoscenza ed è stato caricato in ambulanza e trasportato all’ospedale San Paolo, ossia l’ospedale più vicino da protocollo quando c’è pericolo di vita immediato.

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Tragedia a Fuorigrotta, si sente male e muore dopo aver mangiato il gelato

Ma durante il breve tragitto sul mezzo di soccorso è nuovamente andato in arresto cardiaco. Questa volta, sebbene le manovre di rianimazione siano riprese subito e continuate anche all’arrivo in ospedale in terapia intensiva, non si è più ripreso. Il paziente è purtroppo deceduto. Residente in una città del nord, era a Napoli per partecipare al matrimonio di un parente. La persona che lo accompagnava ha riferito ai soccorritori di un gelato mangiato poco prima di sentirsi male, ma ha negato che fosse allergico.

Secondo i sanitari dell’ospedale partenopeo dove è giunto il paziente, mangiare un gelato quando fa molto caldo non provoca di per sé un arresto cardiaco in una persona sana. Potrebbe in teoria provocare una sincope vaso vagale, rallentando il battito per pochi secondi, causare capogiro o, raramente, una breve perdita di coscienza ma non un arresto cardiaco. Il problema potrebbe sorgere nella combinazione tra il caldo estremo e fattori di rischio preesistenti e individuali. La disidratazione e il colpo di calore, con 35-40°C sono possibili.

Se si è disidratati e si ha già una cardiopatia lo sforzo può scatenare aritmie. Il gelato potrebbe in teoria aggiungere solo uno stress vagale. Altro sarebbe in presenza di coronarie ostruite: per chi ha una cardiopatia ischemica grave, qualsiasi stress – caldo, freddo, pasto abbondante, emozione – può scatenare un infarto. Ma la causa è la placca coronarica e non il gelato.

Si tratterebbe di un paziente in sovrappeso ma non si conoscono altre patologie pregresse. Un infausto esito che ha addolorato tutti anche a fronte della iniziale ripresa che aveva fatto ben sperare per un lieto fine.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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