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Napoli. Coppia scopre che la figlia in embrione non è la propria. Il papà: “Vogliamo la verità”

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«Stiamo vivendo un incubo. Potremmo incontrare in strada il figlio di qualcun altro, che in realtà è nostro figlio, senza saperlo. Vogliamo chiarezza, vogliamo la verità, vogliamo sapere che fine hanno fatto i nostri blastocisti». 

A parlare è il papà della bambina della coppia i che ha scoperto che la bambina accudita da circa un anno non è biologicamente la propria. Marito e moglie avevano deciso di rivolgersi al Centro di Procreazione Medica Assistita dell’Ospedale San Paolo di Napoli per avere un altro figlio. Il percorso dura 18 mesi, fatto di indagini cliniche e diagnostiche con induzione dell’ovulazione associata a rapporti programmati e sino alla fecondazione in vitro che consiste nella fecondazione degli ovociti degli ovociti con gli spermatozoi in laboratorio.

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Tutta lasciava presagire per il meglio, sino alla nascita della bambina il 3 giugno 2025. Da quel momento, invece, la storia prende decisamente un’altra piega.

Il racconto del papà

«Dopo il parto – racconta il papà –  ci siamo accorti che il gruppo sanguigno della bambina nata non era compatibile con il nostro. Sulla carta di rilascio prenatale era segnato che il gruppo sanguigno era B, mentre noi siamo A positivi. Abbiamo richiamato l’ospedale San Paolo per capire se ci fosse stato un errore. Il direttore di ginecologia (Luigi Terracciano ndr.) ci ha confermato che il gruppo sanguigno era B e che dovevamo fare un test genetico al Policlinico Nuovo».

Dalla struttura ospedaliera dell’AOU della Federico II, tramite una Pec, attesta che la bambina non è della coppia. «Che shock, che periodo atroce» afferma l’uomo. «Noi trattiamo la bambina come se fosse nostra. Mia moglie l’ha allattata per 9 mesi ma ci siamo sentiti persi e presi in giro, come se fossimo in un film. Ci chiediamo dove finiti sono i nostri embrioni, 5 embrioni? Vogliamo risposte che dall’Asl Napoli 1 Centro che ci risulta siano arrivate. Il direttore del San Paolo e il direttore di ginecologia ci hanno detto che a loro dispiaceva per l’accaduto, che stavano facendo delle indagini interne per capire offrendoci il loro supporto psicologico».

Per l’uomo «è come se fossero morti 4 o 5 figli d’improvviso Noi potremmo incontrare in strada il figlio di qualcun altro, che in realtà è nostro figlio, senza saperlo. Stiamo vivendo un incubo. Vogliamo chiarezza, vogliamo sapere che fine hanno fatto i nostri blastocisti». 

L’indagine della Procura e la risposta dell’Asl Napoli 1 Centro

La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per lesioni colpose e anche i Nas stanno facendo degli accertamenti (su delega del pm Stella Castaldo) al Centro di Procreazione Medica Assistita dell’Ospedale San Paolo di Napoli.

Intanto, nella giornata di giovedì 13 agosto, l’Asl Napoli 1 Centro ha diffuso una nota sulla vicenda.

“Con riferimento alle notizie giornalistiche che stanno circolando in queste ore in merito alla bambina nata all’ospedale San Paolo a seguito del percorso di Procreazione medicalmente assistita, che si asserisce essere biologicamente figlia di altra coppia, l’ASL Napoli 1 Centro precisa che non vi è stato “scambio di embrioni””.

La direzione aziendale, è l’aggiunta “a seguito di segnalazione del direttore della UOC di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Paolo, cui afferisce il centro di Procreazione Medicalmente Assistita, oltre ad avviare attività amministrative interne, quali la segnalazione di evento avverso al Referente Regionale PMA/CRT/CNT con conseguente segnalazione ministeriale, l’attivazione di audit clinico in sede contestuale, l’attivazione di gruppo ispettivo multidisciplinare interno, provvedeva alla sospensione di tutte le attività di PMA e alla segnalazione alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli a mezzo Comando Carabinieri per la Tutela della Salute NAS, ritenendo l’Azienda parte lesa”.

L’ulteriore precisazione

Nel comunicato inoltre si precisa: “Della sospensione del centro si è provveduto nei mesi successivi a darne comunicazione alle coppie interessate, anche riscontrando ogni singola richiesta di informazione.
La direzione aziendale, venuta a conoscenza di quanto accaduto, avviava tutte le attività di riorganizzazione, censimento, gestione dei campioni e riattivazione del percorso autorizzativo, nonché le azioni volte al superamento delle criticità evidenziate dal gruppo ispettivo interno”.

Al “riguardo, al fine di operare con la massima trasparenza ed imparzialità”, la stessa direzione aziendale provvedeva ad istituire un comitato tecnico multidisciplinare di esperti esterni all’ASL per supportare e ottimizzare la pianificazione e la tipologia degli interventi da realizzare e per facilitare la gestione dei rapporti con le coppie. Di fatto ne è conseguita una profonda ristrutturazione del centro dal punto di vista strutturale, tecnologico e organizzativo, con acquisizione di più moderne attrezzature per la criobanca e per il laboratorio di seminologia ed embriologia. Si è provveduto alla individuazione dei nuovi referenti clinico e biologico e alla pianificazione delle attività formative”.

La conclusione della nota dell’Asl Napoli 1 Centro

Dall’Asl Napoli 1 Centro viene anche ricordato come, “superate le criticità in origine segnalate, dalla prima settimana di agosto è ripresa l’attività ambulatorie di PMA con contatto delle coppie in attesa e/o da inserire in trattamento. Allo stato, si in attesa, a seguito delle visite di controllo già effettuate, solo delle ultime certificazioni per procedere alla riattivazione del centro in tutte le sue la funzionalità.
D’altra parte, si puntualizza che, dal primo momento, l’ASL ha assicurato piena disponibilità alle Autorità inquirenti, fornendo ogni elemento e informazione richiesta e tenendole costantemente aggiornate di ogni sviluppo”.

Infine, “resta ferma, pertanto, la piena fiducia nell’operato della Magistratura e nel definitivo accertamento dei fatti, nelle competenti sedi, nella consapevolezza di aver posto in essere ogni iniziativa necessaria al superamento delle criticità rilevate, alla piena tutela dell’interesse pubblico e degli assistiti e alla completa riattivazione della struttura PMA del presidio ospedaliero San Paolo”.

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Antonio Sabbatino
Antonio Sabbatinohttp://InterNapoli.it
Iscritto all'Albo dei pubblicisti dall'ottobre 2012, ho sviluppato nel corso degli anni diverse competenze frutto dell’esperienza sul campo in ambito politico, sociale, della cronaca, sia bianca che nera. Sono stato conduttore radiofonico di programmi musicali presso Radioattiva, radio web napoletana e redattore e collaboratore di diverse testate online. Attualmente sono inviato per InterNapoli.it che rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama giornalistico napoletano, campano, la neonata testata Tell che approfondisce i grandi temi politico-sociali a più livelli e Comunicare il Sociale rivista specializzata di Terzo Settore. Vincitore di diversi premi giornalistici locali e nazionali, sono mosso sempre dalla curiosità: il vero sale di questo mestiere.
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