Trovato senza vita a 500mt da casa, dall’autopsia la verità sulla morte del piccolo Diego

La procura di Matera ha disposto l’autopsia sul corpo del piccolo Diego Sgambato, il bambino di tre anni morto dopo essere scomparso, venerdì mattina, da casa a Metaponto. Diego, ricordiamo, è stato ritrovato senza vita il giorno seguente a circa 500 metri dall’abitazione di famiglia, nei pressi della foce del fiume Bradano, in una contrada di Metaponto di Bernalda (Matera).

Secondo la prima ricostruzione fatta dai Carabinieri, il bambino, figlio unico, si sarebbe allontanato da casa mentre giocava con i cani di famiglia e poi sarebbe scivolato sull’argine del fiume Bradano, nei pressi della foce, finendo in acqua e annegando.

La prima visita sul corpo ha confermato l’ipotesi dell’incidente: non sono stati trovati segni di violenza. Al momento della tragedia il Bradano era in piena e quindi, quando le acque si sono abbassate, i cani molecolari del Gruppo cinofili di Firenze dei Carabinieri hanno subito ritrovato il cadavere, quasi completamente ricoperto di fango.

l’esame autoptico è finalizzato a fare chiarezza su quanto accaduto: si ipotizza che Diego, aperto il cancello di casa, abbia seguito il cane di famiglia fino al margine del fiume.

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Matera, disposta l’autopsia sul corpicino di Diego: farà luce sulle cause della morte del bimbo

La procura vuole vederci chiaro. Il bimbo sarebbe uscito da solo dalla casa rurale a Metaponto, sfuggendo all’attenzione dei genitori: probabilmente ha seguito il cane e si è diretto al fiume che negli scorsi giorni è stato ingrossato dalle piogge abbondanti.
ATTUALITÀ 30 MARZO 2020 12:07di Biagio Chiariello

La procura di Matera ha disposto l’autopsia sul corpo del piccolo Diego Sgambato, il bambino di tre anni morto dopo essere scomparso, venerdì mattina, da casa a Metaponto. Il corpicino era stato rinvenuto fra i canneti del fiume Bradano, che scorre non lontano dall’abitazione della famiglia. L’esame autoptico è finalizzato a fare chiarezza su quanto accaduto: si ipotizza che Diego, aperto il cancello di casa, abbia seguito il cane di famiglia fino al margine del fiume che venerdì mattina era in piena e che per questo ne sia stato travolto.

Dopo il primo giorno di ricerche senza esito, ieri mattina intorno alle 7.30 il corpo senza vita è stato trovato in un canneto, riverso nel fango melmoso. Alle ricerche hanno preso parte oltre 150 uomini, tra forze dell’ordine e vigili del fuoco (con reparti speciali), coordinati dalla Prefettura di Matera. A scoprire il corpicino sono stati i cani molecolari del Gruppo cinofili di Firenze dei Carabinieri: quasi completamente ricoperto di fango, Diego era a circa 500 metri dall’abitazione di famiglia.

La prima ispezione cadaverica ha comunque confermato l’ipotesi dell’incidente: non sono stati trovati segni di violenza.

Era stato poi proprio il cagnolino di famiglia a condurre già ieri le ricerche verso la zona impervia del fiume Bradano.

Il bambino, che stava giocando all’aperto, si è allontanato dall’abitazione famigliare e nei primi momenti i genitori avevano pensato che si fosse allontanato di poco, proprio insieme al cagnolino, che non era nelle vicinanze della casa. Pochi minuti dopo hanno quindi lanciato l’allarme alle forze dell’ordine.

Le ricerche sono andate avanti tutta la notte, fino a quando i cani molecolari hanno ritrovato il cadavere del bambino. “E’ stata – ha detto il sindaco di Bernalda (Matera), Domenico Tataranno – una sfortuna immensa. In questo momento, già tragico per l’emergenza coronavirus, siamo tutti increduli e solo in un secondo momento valuterò la possibilità di proclamare il lutto cittadino”.

“Una tragedia senza senso che spezza in due il cuore di tutti noi”: sono le parole scritte su Facebook e ribadite all’ANSA dal sindaco.