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Truffe agli anziani, la base a Napoli: sette arresti, colpi fino a 200 mila euro l’uno

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Un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe agli anziani è stata smantellata dopo un’indagine coordinata dalla pm Emma Vittorio: sette persone sono state arrestate. Le truffe hanno fruttato fino a 200mila euro in un singolo colpo.

I truffatori operavano in modo strutturato. Le telefonate partivano soprattutto dalla zona di Napoli, spesso da utenze intestate a prestanomi. Grazie a software di “spoofing”, i chiamanti facevano apparire sul display delle vittime numeri ufficiali, come quelli delle caserme dei carabinieri. In questo modo si spacciavano per militari, poliziotti o avvocati, rendendo più credibile l’inganno. Il gruppo disponeva anche di banche dati con numeri di telefono, indirizzi, targhe e informazioni familiari delle vittime, probabilmente ottenute da archivi di società di servizi.

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Una volta convinta la vittima, altri complici venivano mandati al Nord, in gruppi di due o tre, per ritirare contanti e gioielli direttamente a casa.

Il colpo più grosso risale al 5 maggio: un uomo, dopo una lunga telefonata con finti agenti della polizia postale e dei carabinieri, ha consegnato denaro e gioielli per un valore di 200mila euro. Le indagini, partite dalle telecamere e dai movimenti dell’auto usata dai truffatori, hanno portato all’arresto di una coppia campana.

Altri episodi simili si sono verificati a Bergamo e provincia: in un caso una donna ha consegnato i gioielli di famiglia dopo che le era stato detto che l’auto del figlio era stata usata per una rapina; in un altro una novantenne ha ceduto il suo anello d’oro per evitare l’arresto della figlia, che le avevano detto coinvolta in un grave incidente. In diversi casi le telecamere di case, taxi e alberghi hanno permesso di identificare e arrestare i responsabili.

L’ultimo episodio, il 9 gennaio, si è concluso grazie alla segnalazione immediata della vittima: un giovane è stato fermato dai carabinieri con uno zaino pieno di gioielli appena sottratti. Ha collaborato con gli investigatori ed è stato sottoposto al divieto di dimora a Bergamo.

Accanto alle truffe “porta a porta”, emergono anche i raggiri telematici. In questi casi i criminali usano email o telefonate che imitano quelle delle banche, conoscendo già l’istituto presso cui la vittima ha il conto. Con link o moduli online riescono a ottenere credenziali bancarie o ad aprire conti e carte prepagate per far transitare il denaro. In alcuni casi, grazie alle segnalazioni tempestive, è stato possibile bloccare parte delle somme sottratte.

Le forze dell’ordine invitano le vittime a denunciare subito: la rapidità della segnalazione può fare la differenza tra recuperare il denaro e perderlo definitivamente.

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