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martedì, Novembre 30, 2021
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Tutta la Campania zona arancione, ma Napoli e Caserta zona rossa: l’indiscrezione prende corpo


L’ultimo allarme è partito dai medici di famiglia: “La zona rossa in Campania è necessaria”. E’ imminente la decisione del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha in corso contatti continui con il presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Quel che appare certo è il passaggio dalla fascia gialla ad una arancione per tutta la Campania o addirittura rossa, ma solo per Napoli e Caserta. A lanciare l’indiscrezione è il sito Repubblica Napoli. E il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, conferma: “Riteniamo validi i dati della Campania ma approfondimenti sono in atto per cogliere aspetti che potrebbero completare una analisi che è in corso”.

Campania “sotto osservazione”

Tutto dipende dal confronto tra il ministro e il governatore. Speranza difatti può decidere sull’intera regione, ma non sulle singole province, decisione che nel caso andrebbe definita con De Luca. Mentre sono in azione i Nas, che scoprono alcune ambulanze non sanificate, dopo il trasporto di pazienti affetti da Covid-19. Un dato considerato emblematico del rischio collasso che riguarda ormai molte prestazioni. In una regione considerata “sorvegliata speciale” e su cui sono partiti approfondimenti degli ispettori del ministro Speranza, dopo i dubbi emersi su trasparenza, fondatezza e completezza dei dati trasferiti dalla Campania a Roma.

Lockdown di due settimane

“A Napoli c’è un estremo disagio dei medici, con lo spettro dell’implosione del sistema. Dunque non posso che concordare nel chiedere misure più restrittive: a Napoli serve una zona rossa per almeno due settimane, ha detto all’Adnkronos Salute il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli. “Ci sono due regioni del paese che hanno un’occupazione di posti letto sopra al 30%, secondo una valutazione ferma al primo novembre, e altre 2 regioni sono al 29%. Una di queste regioni è significativamente popolosa e dotata di terapie intensive che in alcune aree provinciali sono meno sotto pressioni e possono prestare aiuto a chi in questo momento è in maggiore difficoltà”, ha detto il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli.

Le parole di De Magistris

“Il dibattito sul fatto se i sindaci debbano chiudere o non chiudere alcune strade è surreale”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, intervenuto a “Mattino Cinque”.

Ieri nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha fatto sapere de Magistris, “le forze di polizia ci hanno indicato una quarantina di strade, io ne ho aggiunte altre 40, cioè arriviamo a 80. Immaginiamo la gente, che comunque in zona gialla ha il diritto di uscire con la mascherina, che fa il gioco dell’oca o il nascondino. Davvero dopo otto mesi mi sarei aspettato ben altra organizzazione sanitaria sul piano regionale e ben altre misure sul piano sociale ed economico”. Secondo de Magistris “si pensa che noi sindaci dobbiamo essere il parafulmine di chi non ha il coraggio di prendere decisioni difficili. Le regioni e il Paese possono essere chiusi solo dal Governo, le Regioni possono chiudere le regioni o le città, i sindaci possono chiudere esclusivamente una piazza, una strada o qualche via. Ma io non voglio creare l’effetto imbuto: a Salerno, dove hanno chiuso il lungomare, la gente è andata sul corso”.

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