Ucciso dopo la serata in discoteca a S.Antimo, ergastolo per i killer di Vincenzo Priore

Ergastolo. E’ questa la decisione per Gianluca Annunziata e Luigi Mango, i due giovani di Miano imputati per l’omicidio di Vincenzo Priore. Delitto avvenuto alla Masseria Cardone a Secondigliano nel novembre del 2012. Un omicidio avvenuto per uno schizzo di champagne. La decisione è stata presa ieri mattina dal gip Emilia Di Palma al termine del processo con rito abbreviato. Per Mango e Annunziata, legati prima ai Lo Russo poi ai Nappello, l’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio Priore scattò la scorsa estate. I due rispondevano di omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo con la circostanza aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare il clan Lo Russo di Miano.

La ricostruzione del delitto Priore

quella sera nella discoteca Remake di Sant’Antimo ragazzi appartenenti alla famiglia Licciardi stavano festeggiando a dei tavoli posti al piano inferiore della discoteca. Al piano superiore c’erano altri ragazzi, legati ai Lo Russo e ad un certo punto i mianesi avrebbero iniziato a lanciare champagne di sotto provocando la reazione dei primi. Ne nacque una colluttazione poi sfociata in rissa all’esterno del locale. Non finì là perchè quelli di Miano vollero vendicarsi andando a sparare addirittura nella Masseria Cardone, ‘roccaforte’ dei Licciardi. Quell’episodio, su cui all’epoca calò una cappa di omertà, ricostruito negli anni grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia come Antonio Accurso che ha rivelato:«Ho saputo che un ragazzo è stato ucciso da ‘uno di Miano’ ma non per una questione di camorra ma per una lite scoppiata in discoteca. Ho saputo anche che c’è stata una mediazione tra i clan nel senso che non c’è stata la risposta a questo omicidio da parte della Masseria Cardone benchè in quella discoteca ci fosse anche…..Ci fu solo un po’ di tensione visto che un ragazzo di Miano era andato a sparare nella Masseria Cardone».

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