Morte di Ugo Russo, oggi manifestazione a Napoli. «Dopo un anno non è stata fatta ancora chiarezza sulla morte di Ugo Russo. Noi vogliamo sapere la verità, la querelle sul murales deve essere messa da parte». In una conferenza stampa tenuta questa mattina in piazza Carità il Comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo chiarisce l’intento del presidio di sabato pomeriggio a Largo Berlinguer. Un anno fa il 15 enne fu colpito da un carabiniere fuori servizio nel tentativo di rapina in via Generale Orsini, trasportato all’ospedale Pellegrini, Ugo morì qualche ora dopo con alcuni parenti e amici che devastarono il pronto soccorso del nosocomio della Pignasecca che rimase chiuso per qualche ore. «Le polemiche sul murales sono entrate nella campagna elettorale per le comunali (a Napoli si voterà quest’anno ndr.). Ma l’aspetto più importante è un altro: vogliamo capire perché dopo un anno non sono stati resi ancora noti i risultati dell’autopsia che aiutrebbe a capire la dinamica della sparatoria», afferma Alfonso De Vito del comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo. Avviata una raccolta firme consegnata al Comune per non far cancellare il disegno in piazza Parrocchiella ai Quartieri Spagnoli.

Le parole del papà di Ugo Russo

«Se ci dicono di cancellarlo non ci opporremo, ma è andato a scemare il vero nocciolo della faccenda: la morte di mio figlio ucciso con diversi colpi d’arma da fuoco di cui uno sparato quando era di spalle. Doveva pagare per quanto aveva commesso andando in galera, non morire. Siamo ancora allo scuro sulla verità. Noi familiari oramai non viviamo più, abbiamo tanta sofferenza e il dibattito sul murales non ci appassiona come anche le altre manifestazioni in alternativa alla nostra di sabato» dice ai giornalisti Vincenzo Russo, papà di Ugo.
La prossima settimana scadranno i termini delle indagini preliminari sulla vicenda e forse dopo di allora potrebbe emergere qualche altro dettaglio su quanto successe in via Generale Orsini. A seguito di quella notte i parenti di Ugo Russo devestarono il pronto soccorso del Pellegrini. Qualche ora dopo vennero esplosi dei colpi di pistola sulla facciata della caserma del Carabinieri Pastrengo. Un cugino di Ugo venne riconosciuto responsabile e si trova ora in galera. «Sia lui che gli altri parenti e amici che hanno danneggiato il pronto soccorso del Pellegrini sono stati condannati dalla giustizia e questo non lo si ricorda mai», ricorda Vincenzo Russo.

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