Coronavirus, l’annuncio del Governo: “Vaccino distribuito entro fine anno”

Vaccino Coronavirus
Vaccino Coronavirus

Entro la fine del 2020 dovrebbero arrivare le prime dosi di vaccino di Coronavirus. Questo è quanto affermato dal ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista rilasciata al Foglio. Poi specifica: «Non partirei dall’obbligatorietà, quella che stiamo vivendo è la stagione della persuasione e credo che si debba andare avanti in questa direzione».

Speranza si dice anche favorevole a uno scudo penale per i medici in queste settimane sottoposti a valanghe di denunce: «Penso che una protezione sia legittima. E penso che sia giusto prevedere anche a livello legislativo un qualche strumento che possa tutelare i medici riconoscendo loro la specialità e la straordinarietà di quel momento storico». Per quanto riguarda il meccanismo europeo di stabilità, il ministro Speranza si definisce «un grande sostenitore dell’accesso dell’Italia alla linea di credito per le spese sanitarie, prevista dal Mes».

Vaccino per il Coronavirus anche in Italia, il ministro Speranza firma l’accordo (ARTICOLO 13/06/2020)

Vaccino Coronavirus in Italia, Speranza firma l’accordo. Insieme ai Ministri della Salute di Germania, Francia e Olanda, dopo aver lanciato nei giorni scorsi l’alleanza per il vaccino, il ministro della Salute Roberto Speranza ho sottoscritto un contratto con Astrazeneca per l’approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi di vaccino “da destinare a tutta la popolazione europea“. Il candidato vaccino nasce dagli studi dell’Università di Oxford e coinvolgerà nella fase di sviluppo e produzione anche importanti realtà italiane. La prima trance di dosi arriverà entro la fine dell’anno. “L’impegno prevede che il percorso di sperimentazione, già in stato avanzato, si concluda in autunno con la distribuzione della prima tranche di dosi ha spiegato il ministro Speranza in un post su Fb.

Con la firma di oggi arriva un primo promettente passo avanti per l’Italia e per l’Europa. Il vaccino è l’unica soluzione definitiva al Covid 19. Lo considero un bene pubblico globale, diritto di tutti, non privilegio di pochi“. Ha concluso così il ministro che ha informato il Consiglio dei ministri e gli ospiti presenti agli Stati Generali, ricevendo alla fine un applauso.

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