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giovedì, Dicembre 9, 2021
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Vaccino Covid, è scontro tra medici e virologi su terza e quarta dose


Vaccino Covid: terza dose sì, Terza dose no. Secondo Nino Mazzone, vice presidente Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), è attualmente prematuro parlarne. In un’intervista rilasciata all’Adnkronos Salute ha fatto un accorato appello alle istituzioni: “Si possono sapere i tassi di reinfezione dei vaccinati per confrontarli con quelli degli ex pazienti Covid? Solo dopo – sostiene – potremmo discutere di terza dose”. 

Vaccino Covid, Mazzone: “Terza e quarta dose? Prematuro parlarne”

“Prima di parlarnespiega l’esperto è utile conoscere i dati a un anno di quante persone vaccinate che non avevano fatto l’infezione da Sars-CoV-2 si contagiano. Ci vuole chiarezza nel confrontare l’immunità naturale”, quella ottenuta superando la malattia, “e l’immunità acquisita” attraverso la vaccinazione. “Questo dato, che ancora non viene prodotto, è invece fondamentale ammonisce il medico per poter decidere una strategia che dovrà essere pianificata a livello mondiale”. Perché “qualora i tassi” di infezione di guariti e immunizzati “fossero simili, si potrebbero risparmiare milioni di dosi vaccinali”. Qualcosa come “300 milioni”, stima Mazzone, da donare “per la popolazione più vulnerabile di tutto il mondo” o comunque utili ad “accelerare enormemente la vaccinazione delle categorie che più ne hanno bisogno”.

“Anche alla luce della variante Delta” per lo specialista “la risposta a pochi semplici quesiti (infetta i vaccinati, e quanto? Infetta i guariti, e quanto?) sarà fondamentale per poter impostare politiche di qualità basate su una metodologia scientifica”.

Mazzone ci tiene come prima cosa a “sgombrare il campo da ogni equivoco”, confermando che “oggi due cose appaiono fondamentali” e cioè “vaccinare tutti quelli che ne hanno bisogno” e “usare il Green pass per frequentare i luoghi chiusi, compresi bar e ristoranti”. Ciò premesso, sulla terza dose l’internista che ha vestito sia il camice sia il pigiama invita alla “prudenza”. La stessa che a suo avviso avrebbe dovuto portare già in prima battuta ad “aspettare a vaccinare i pazienti che hanno avuto il Covid. Si sarebbe potuto fare l’esame sierologico agli espostiragionae si sarebbero risparmiati milioni di dosi e possibili effetti collaterali”.

Vaccino Covid, Silvestri: “Serviranno terza e quarta dose”

Meno cauto il virologo Guido Silvestri che in un’intervista a Il Fatto Quotidiano spiega come per lui siano fondamentali la terza e quarta dose di vaccino: “Non credo sarà la fine del mondo, specie se questo riuscirà a ridurre i morti e a far circolare di meno il virus”.

“Se diciamo alle persone ‘vaccinatevi’, ma poi le teniamo chiuse in casa, mascherate e distanziate, quale sarebbe l’incentivo a vaccinarsi. Specie tra i soggetti a basso rischio? E un concetto banale”, spiega.

Infine Silvestri concorda sul fatto che in questo momento i contagi sono alimentati soprattutto da chi non ha fatto il vaccino: “Negli Usa la ‘quarta ondata’, che comunque è piuttosto modesta in termini di mortalità, sembra aver colpito soprattutto non-vaccinati, almeno in termini di malattia severa”.

 

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Alberto Raucci
Alberto Raucci, 27 anni. Dal 2018 collaboro con InterNapoli.it, diventando giornalista pubblicista (e conseguendo quindi il tesserino) nel 2020. Nel corso degli anni ho avuto modo di scrivere anche per AbbìAbbè, giornale online e mensile in carta stampata. Abile nella produzione e nel montaggio video.
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