«Vietato vendere il caffè dopo le 11», la rivolta dei baristi di Napoli contro De Luca.

Parte dell’ultima ordinanza emanata dal Governatore della Regione Vincenzo De Luca, che vede tra le altre cose la Campania zona arancione anche nei giorni in cui il resto d’Italia sarà gialla, ha indisposto e non di poco i baristi (ma anche i cittadini) napoletani. “Fatto salvo quant’altro previsto dal DPCM 3 dicembre 2020, ai bar e agli altri esercizi di ristorazione dalle ore 11,00 del mattino è fatto divieto di vendita con asporto di bevande, alcoliche e non alcoliche, con esclusione dell’acqua”, è quanto scritto nel provvedimento regionale, rendendo dunque vietata la vendita con asporto dopo le 11 del mattino anche del caffè.

La presa di posizione dei baristi di Napoli: «Il caffè lo vendiamo lo stesso»

Basta però farsi un giro per le strade della città, dal Vomero ai Quartieri, per rendersi conto che questo particolare aspetto dell’ordinanza non viene sempre rispettato. C’è chi continua a vendere il caffè sottobanco, lanciando uno sguardo fuori le porte del locale (cercando di notare qualche pattuglia in lontananza) e chiedendo al cliente di consumarlo quanto più velocemente è possibile. C’è invece chi poi, in barba al divieto, continua a far “sbuffare le macchine” e a vendere il caffè come se nulla fosse.

«Ma io vorrei capire il significato di questa regolaracconta a Il Mattino un barista dei Quartieri Spagnoli Noi non vogliamo disobbedire. La pandemia ci preoccupa, io stesso ho preso il virus e me la sono vista brutta. Non sottovaluto niente. Ma mi devono spiegare perché prima delle 11 posso servire un caffè e dopo le 11 no. E poi perché l’acqua minerale sì e un caffè no? Io veramente non mi faccio capace, scusate».

L’idea del Delivery per vendere il caffè a Napoli

Basta fare poi un giro in qualsiasi bar della città per rendersi conto che questo è un pensiero comune. Al punto che qualcuno si è addirittura ‘inventato’ il delivery. Vuoi il caffè? Te lo porto a casa. Sì, perché è vietato l’asporto e non la consegna.

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