Il 27 febbraio il prefetto di Napoli Marco Valentini ha adottato 8 provvedimenti di interdittiva antimafia nei confronti di imprese operanti nel settore alberghiero e nei pubblici servizi che hanno sede a Napoli, Giugliano e Villaricca. L’interdizione è stata adottata anche per la società Miya. Ieri al titolare del bar di Corso Europa a Villaricca è stato ordinato “il divieto immediato di prosecuzione delle attività esercitate e la rimozione di tutti gli eventuali effetti dannosi sulla base dei titoli autorizzativi”.

Dunque sono stati revocati alla società i titoli, rilasciati nel 2013, con cui si “provvedeva all’esercizio di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, di pasticceria e gelateria e commercio al dettaglio di prodotti di pasticceria e gelateria confezionati e freschi, di prodotti di cioccolata confezionati e prodotti alimentari, bevande e tabacco in
esercizio specializzato”. 

LE INTERDITTIVE DELLA PREFETTURA DI NAPOLI

L’ultimo provvedimento è il risultato di cinque mesi di indagini condotte da Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia su almeno un centinaio di aziende interessate all’accesso ai finanziamenti europei offerti dal Recovery Fund. Già prima dell’erogazione dei fondi avevano presentato istanza di accesso.

L’azione preventiva ha intercettato, attraverso un’attenta disamina delle autocertificazioni bancarie, l’intenzione di circa 700 imprenditori di mettere le mani sulle risorse provenienti dall’Unione Europea. Fondi destinati in particolare alle concessioni pubbliche e ai settori economici maggiormente diffusi come quello dell’edilizia, della grande distribuzione alimentare, delle riconversioni ambientali e dei settori di turismo e ristorazione. Le autocertificazioni bancarie sono utilizzate per l’assegnazione dei fondi.

I SETTORI A RISCHIO INFILTRAZIONI

Dal 20 gennaio 2020, il prefetto ha emesso 94 provvedimenti interdittivi antimafia a carico di altrettante imprese, di cui 77 nel 2020 e 17 nel 2021. Le ditte colpite dai provvedimenti prefettizi sono attive, soprattutto, nei settori dei lavori pubblici, delle pulizie e delle sanificazioni ospedaliere, del commercio di generi alimentari e carni. Senza tralasciare lo ‘storico’ comparto del trasporto e della rimozione rifiuti e dei servizi funebri per i quali la magistratura ha dimostrato la penetrazione delle organizzazioni criminali. Imponenti investimenti dei clan anche nell’industria del divertimento come bar, ristoranti e pubblici esercizi.

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MARANO, GIUGLIANO, SANT’ANTIMO E VILLARICCA NELL’OCCHIO DELLA PREFETTURA

Le attività istruttorie interessano, soprattutto, i territori di Marano, Giugliano, Sant’Antimo e Villaricca. Questi accertamenti sono stati condotti con la collaborazione del gruppo ispettivo antimafia, operativo in prefettura e composto dai rappresentanti delle Forze di polizia e della Direzione Investigativa Antimafia.

Nell’ufficio antimafia della prefettura opera anche il nucleo di militari della Guardia di Finanza che affianca il Gruppo Ispettivo Antimafia nella ricerca di persone o imprese collegate alla criminalità organizzata. L’obiettivo è scovare coloro che beneficiano dei contributi pubblici erogati dallo Stato in relazione all’emergenza Covid.

La prefettura ha proposto il finanziamento di una piattaforma informatica per ampliare l’incrocio delle informazioni delle varie banche dati e consentire un flusso costante delle notizie. Al momento il progetto è in fase di perfezionamento dopo essere stato valutato positivamente dall’autorità di gestione Pon sicurezza.

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