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Ylenia Musella era accusata di truffa a L’Aquila, l’attendeva il processo a metà febbraio

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A metà febbraio Ylenia Musella, la ragazza uccisa a Napoli, avrebbe dovuto presentarsi a L’Aquila al processo per direttissima, dopo l’arresto nel novembre scorso, insieme ad un 17enne anche lui di Napoli, con l’accusa di sostituzione di persona, violazione di domicilio e truffa ai danni di un’anziana aquilana di 90 anni avvenuto il 30 ottobre dello scorso anno.

L’anziana, nella ricostruzione del raggiro, aveva raccontato di aver ricevuto una chiamata da parte di una persona che, qualificandosi come vigile urbano, le aveva comunicato che l’auto di sua nipote era stata notata sul luogo di una rapina, aggiungendo che il pianto di una donna che si poteva udire in sottofondo, lasciando intendere che si trattasse, falsamente, della voce della nipote e facendo capire che era in pericolo.

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Ylenia Musella era accusata di truffa a L’Aquila, l’attendeva il processo a metà febbraio

La telefonata era proseguita con l’indicazione di preparare tutti i gioielli custoditi in casa per farli controllare ad un collega che di lì a poco si sarebbe presentato presso l’abitazione. Dopo qualche istante, il 17enne (dall’aspetto molto più maturo) si era presentato a casa dell’anziana, dicendo di essere un carabiniere e chiedendo la consegna di tutti i monili.

Poi la fuga in auto, condotta dalla 22enne di Napoli. Azione fulminea che ha però insospettito i militari dell’Arma, quelli veri, in servizio nel capoluogo abruzzese, soprattutto quando videro il ragazzo salire velocemente in macchina – lasciata ferma con il motore acceso – con un sacchetto in mano. Il veicolo era stato immediatamente fermato e gli occupanti identificati.

Erano bastati pochi minuti agli investigatori per ricostruire tutta la vicenda e risalire all’anziana truffata a cui era stata poi riconsegnata l’intera refurtiva, compresa una vera nuziale di enorme valore affettivo. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, i carabinieri hanno arrestato la 22enne in flagranza di reato per truffa aggravata in concorso.

Il giudice aveva infine disposto per entrambi l’obbligo di dimora nel Comune di Napoli per tre anni in attesa della definizione dei due diversi procedimenti penali aperti: uno all’Aquila per la 22enne, ormai estinto, e uno al Tribunale per i Minorenni in capo al 17enne.

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