HomeCronacaCatturato il capo clan Feliciano Mallardo

Catturato il capo clan Feliciano Mallardo

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Dalle estorsioni, alle speculazioni edilizie e finanziarie, ‘all’affare caffè’. Gli interessi illeciti di Feliciano Mallardo, alias “‘O sfregiato'”, il boss della camorra e reggente dell’omonimo clan, spaziavano in diversi settori. Non ultimo quello della lavorazione e del controllo dei canali di distribuzione commerciale della popolare bevanda nell’hinterland partenopeo. Nessun rivenditore poteva sottrarsi alle imposizioni del clan Mallardo: tutti dovevano rifornirsi dello stesso prodotto il ‘Caffè Seddio” ed esclusivamente dalla società di ‘Pinuccio’, vale a dire Giuseppe D’Alterio nipote del boss Feliciano. Tra i soggetti arrestati dalla Guardia di Finanza figurano anche Carlo Antonio D’Alterio, un fratello di ‘Pinuccio’. Entrambi sono figli della sorella di Mallardo e Pietro D’Alterio, morto nel 1991 in un agguato di camorra. Dalle indagini della Procura di Napoli sono emersi anche i forti interessi economici del clan nella provincia di Roma dove una cellula operativa dei Mallardo aveva stretto accordi con esponenti del clan dei casalesi per la realizzazione di un grossa operazione edilizia e immobiliare a Capena, alle porte della capitale. Sono circa 900 gli immobili (di cui 300 fabbricati e terreni) sequestrati nell’operazione ‘Sfregio’ della Dda di Napoli: tra questi, 23 sono aziende con sede a Giugliano ma in gran parte operanti nella Provincia di Roma. Sotto sequestro sono finite anche auto di e moto di lusso e oltre 200 rapporti bancari. Il valore complessivo stimato dei beni sequestrati al clan si aggirerebbe attorno ai 600 milioni di euro. Il clan Mallardo da quanto è emerso dalle indagini ha via via allargato il raggio di azione per il reinvestimento dei proventi illeciti al Lazio, in particolare la provincia di Roma. in particolare, nei Comuni dove sono scoperti immobili e fabbricati: 25 a Mentana, 10 a Monterotondo, altri a Guidonia Montecelio.

Operazione Caffè macchiato. Si è conclusa l’operazione “Caffè macchiato”, partita nelle prime ore dell’alba, ad opera della guardia di finanza nei confronti del clan Mallardo. Circa 500 militari delle fiamme gialle, operativi tra Roma, Napoli e Caserta, hanno preso parte all’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli, nell’ambito della quale sono state arrestate 7 persone con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso ed il sequestro di 900 immobili e 23 aziende, per un ammontare complessivo di oltre 600 milioni di euro. Gli arrestati, secondo le risultanze delle indagini condotte dai finanzieri, sono appartenenti ad una cellula, direttamente comandata dai vertici del clan Mallardo, che aveva costituito numerose società, operanti nelle province di Roma e Napoli, con le quali venivano investite le ingenti risorse derivanti dai traffici illeciti. I particolari dell’operazione saranno illustrati dagli inquirenti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 12 presso la Procura della Repubblica partenopea, alla presenza del procuratore capo Giandomenico Lepore e dei comandanti provinciali della Guardia di Finanza di Roma e Napoli.

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Catturato il capo del clan, Feliciano Mallardo (alias “o Sfregiato”). Nel corso dell’operazione anticamorra condotta tra il Lazio e la Campania dalla Guardia di Finanza è stato catturato anche Feliciano Mallardo (alias “o Sfregiato”), ritenuto l’attuale capo dell’omonimo clan camorrista di Giugliano in Campania. Tra i beni sottoposti a sequestro, oltre a circa 900 immobili e 23 aziende, anche 200 conti corrente bancari, auto e moto di lusso e partecipazioni societarie. Le aziende del clan avevano acquisto il controllo di interi settori economici: dalla produzione e commercializzazione del caffe’, ai centri scommesse, al commercio all’ingrosso di bibite e prodotti parafarmaceutici. Nel settore edile i soggetti arrestati hanno effettuato, per conto del clan Mallardo, speculazioni edilizie e costituito numerose societa’ immobiliari operanti soprattutto in Provincia di Roma. Le Fiamme Gialle di Roma stanno apponendo i sigilli su alcuni cantieri edili e su circa 230 tra terreni e unita’ immobiliari, in particolare nei Comuni di Roma, Mentana, Guidonia Montecelio, Monterotondo e Sant’Angelo Romano.

Il commento del ministro Angelino Alfano. “Grande soddisfazione per la cattura di Feliciano Mallardo e il sequestro di beni, per un ammontare complessivo di circa 600 milioni di euro, che di fatto annientano il clan di Giugliano”. È quanto afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, commentando l’operazione odierna che ha portato anche all’arresto del capo dell’omonimo clan camorrista. “La cattura di esponenti di spicco del crimine organizzato – prosegue il guardasigilli – e l’aggressione sistematica ai patrimoni illeciti, costituiscono il cuore della strategia portata avanti dalla squadra Stato e si rivela la strada giusta per debellare le cosche e assicurare alla giustizia numerosi criminali”. “Il mio ringraziamento – conclude Alfano – ai magistrati della Dda di Napoli e agli uomini della guardia di finanza che, impegnati ogni giorno nella lotta a tutte le mafie, hanno portato a termine l’ennesimo, straordinario successo, sferrando un durissimo colpo alle attività criminali e garantendo così la sicurezza nel territorio”.

Il commento dell’onorevole Barbato (Idv). ”L’ottimo lavoro svolto dalla procura della Repubblica di Napoli, insieme agli uomini della Guardia di Finanza dei comandi provinciali di Roma e di Napoli, coordinati in questa operazione dalla DDA di Napoli, che ha permesso oggi l’arresto di importanti esponenti del clan Mallardo di Giugliano in Campania e il sequestro di numerosi beni nelle province di Roma e di Napoli, sottolinea ancora una volta come ormai, la camorra, sia un fenomeno sempre piu’ nazionale e non piu’ solo campano, allo stesso modo della ‘ndrangheta o delle altre mafie”. E’ quanto dichiara in una nota Franco Barbato, deputato dell’Idv. ”Ai complimenti che voglio fare a tutti gli uomini coinvolti in questa preziosa operazione si associa pero’ la considerazione che e’ sempre piu’ intollerabile che esista ancora questo intreccio perverso che lega la politica” alla camorra, aggiunge Barbato. ”Un legame – sottolinea – che va spezzato se si vuole cambiare aria a Napoli e in Campania, come nell’intero Paese”. ”E’ sempre piu’ fondamentale consentire discontinuita’ sin dalle prossime amministrative rafforzando De Magistris e IDV a Napoli e in Campania, per iniziare a costruire un Paese normale e soprattutto un futuro per i nostri giovani”, conclude il parlamentare dell’Idv.

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