Michele Perrotta è stato interrogato dal gip del tribunale di Napoli che ha convalidato il fermo per l’omicidio di Alessandra Cubbeddo, uccisa dopo una lite per futili motivi, avvenuta in casa al civico 141 di via Leonardo Da vinci a Villaricca. Perrotta ex poliziotto arruolatosi in polizia nel 1978, ha risposto a tutte le domande del Gip chiarendo la dinamica dell’omicidio. Ha ammesso di aver ucciso la sua compagna, madre della sua bambina di sette anni dopo una lite. Il legale del 56enne, Carlo Carandente Gianrusso, ha chiesto il trasferimento del suo assistito presso la struttura penitenziaria del carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, visto che in passato Perrotta era un poliziotto. Michele Perrotta, un divorzio alle spalle e una scelta che è stata premiata dall’amore che provavano entrambi i conviventi e una scelta non condivisa da amici e parenti. Michele Perrotta si era innamorato di Alessandra Cubbeddo a casa di sua madre a Gragnano, perché la 36enne lavorava per la madre. Poi il divorzio, la differenza di età, la nascita della bambina e l’allontanamento dalla famiglia proprio per questo amore contrastato. L’arrivo a Villaricca dove la maggior parte delle persone che li hanno conosciuti li descrivono come una coppia tranquilla, e poi la fine in un momento di impeto non razionalizzato. Resta ora la piccola di sette anni, accudita per il momento dalla sorella di lei, che un giorno vorrà capire cosa è veramente accaduto in quella casa mentre lei era a scuola.
Convalidato il fermo per Michele Perrotta
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