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West Nile, due morti e 432 casi in Italia: a rischio anziani e persone immunodepresse

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Continua a crescere l’allarme West Nile in Italia. Secondo l’ultimo bollettino della sorveglianza nazionale sulle arbovirosi coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), i contagi hanno raggiunto quota 432 dall’inizio dell’anno, con un incremento di ben 120 casi in una sola settimana rispetto ai 312 registrati nel precedente aggiornamento del 19 agosto.

Il dato più preoccupante riguarda però i decessi. Nell’ultima settimana sono state registrate due nuove vittime, portando il totale a 17 morti dall’inizio del 2026. Tra queste figura anche una donna di 72 anni residente a Qualiano, oltre a un uomo di 85 anni deceduto al Policlinico San Matteo di Pavia.

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Oltre duecento casi gravi

Dei 432 casi confermati finora, ben 223 hanno sviluppato la forma neuro-invasiva della malattia, la manifestazione più severa dell’infezione. Sono stati inoltre registrati 144 casi di febbre da West Nile, 63 infezioni asintomatiche individuate attraverso i controlli sui donatori di sangue e altri due casi con sintomi differenti.

La letalità registrata quest’anno tra i casi neuro-invasivi si attesta al 7,2%, un dato inferiore rispetto al 2025, quando la mortalità aveva raggiunto il 13,9%.

Virus ormai diffuso in tutta Italia

Secondo gli esperti, il West Nile non è più un fenomeno limitato ad alcune aree del Nord Italia. Il virus è stato rilevato in 66 province appartenenti a 17 regioni, comprese Sicilia e Sardegna. Restano escluse soltanto Basilicata, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano.

La diffusione è strettamente legata alla presenza della zanzara Culex, principale vettore dell’infezione. Tuttavia, i ricercatori stanno studiando anche il ruolo di altri fattori, tra cui il cambiamento climatico, che favorisce la proliferazione degli insetti vettori e prolunga la stagione di trasmissione.

Chi rischia di più

Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre senza sintomi o provoca una febbre lieve. Le forme più gravi, che interessano il sistema nervoso centrale, colpiscono invece soprattutto anziani e persone immunodepresse.

Gli specialisti sottolineano come la maggiore conoscenza della malattia da parte delle strutture sanitarie abbia contribuito a migliorare la diagnosi precoce e la gestione clinica dei pazienti, favorendo una riduzione della mortalità rispetto agli anni precedenti.

Non solo West Nile: crescono le arbovirosi

Il monitoraggio dell’Iss evidenzia anche la presenza di altre malattie trasmesse dalle zanzare. Dall’inizio dell’anno sono stati confermati 192 casi di Dengue, 17 di Chikungunya e 3 di virus Zika, tutti associati a viaggi all’estero e senza decessi registrati.

A questi si aggiungono 10 casi di Usutu virus, concentrati prevalentemente in Lombardia. Un quadro che conferma come le malattie trasmesse dagli insetti vettori stiano assumendo un peso sempre maggiore anche in Italia, complice l’aumento delle temperature e la crescente mobilità internazionale.

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