HomeCronacaGuai per Cosentino: sequestrati 142 distributori di carburante

Guai per Cosentino: sequestrati 142 distributori di carburante

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Tutti i distributori di carburante della famiglia dell’ex parlamentare del Pdl Nicola Cosentino, ben 142, sono stati sequestrati dai carabinieri del comando provinciale di Caserta. Si tratta di un decreto emesso dal gip di Napoli su richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e del sostituto Fabrizio Vanorio.

Gli impianti, che si trovano in diverse regioni italiane, hanno un valore di 100 milioni. Il provvedimento rientra nell’inchiesta sul presunto monopolio dei carburanti nel cui ambito Nicola Cosentino e due suoi fratelli furono arrestati nei mesi scorsi. Secondo l’accusa, i Cosentino non esitarono a estromettere con minacce un imprenditore che intendeva gestire un distributore di carburanti a Villa di Briano, poco distante da un loro impianto.

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Tra i «Cosentinos» e i clan rapporto di «mutua utilità».
Tra i fratelli Cosentino e le fazioni Russo e Schiavone del clan dei Casalesi «c’era un sorta di rapporto di mutua utilità». Lo ha sottolineato il procuratore di Napoli, Colangelo nella conferenza stampa sul maxi sequestro alle società Aversana Petroli e Ip Service riconducibili, appunto, ai fratelli Cosentino.

Pompe di benzina da Caserta a Siena
Quaranta dei distributori sequestrati si trovano nel Casertano, il resto tra Avellino, Benevento, Napoli, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Crotone, Siena e Catanzaro. L’indagine ha avuto inizio tra il 1998 e il 1999 e si è conclusa nel 2011. Nonostante il sequestro, che è servito a togliere impianti e società alla disponibilità dei fratelli Cosentino, le attività lavorative proseguono per garantire il reddito alle famiglie dei dipendenti.

La terza inchiesta per Cosentino,
Per l’ex deputato ed ex sottosegretario, questa è la terza inchiesta in cui è coinvolto. Le operazioni di sequestro sono state coordinate dal colonnello Giancarlo Scafuri.

Il blitz.
Il provvedimento è stato adottato dal gip di Napoli in un’inchiesta nella quale si ipotizza il reato di concorrenza illecita e si indaga su episodi di estorsione e concussione finalizzati a favorire l’attività degli impianti di distribuzione di carburante gestiti dalla famiglia Cosentino, con l’aggravante del metodo mafioso grazie all’amicizia con il clan di camorra dei Casalesi. Lo scorso 3 aprile, oltre che nei confronti di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’Economia ed ex coordinatore del Pdl in Campania, furono eseguite misure restrittive nei riguardi di altre 12 persone.

Caldoro: rispetto l’azione della magistratura.
«Rispetto sempre l’azione della magistratura e non entro nel merito delle questioni. Sono questioni che hanno il loro terreno che non è quello della politica»: è il commento a caldo di Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania. «Non entro assolutamente nelle vicende che riguardano le attività della magistratura, che rispetto in quanto tale – afferma – e che hanno nel terreno dei processi e delle indagini il loro percorso, ed è bene che la politica combatta su un altro campo». «Mi limito a svolgere il mio ruolo come presidente della Regione – conclude – con atti concreti e segnali forti di contrasto alla criminalità come facciamo con il pacco alla camorra, dobbiamo continuare con forza». (Corrieredelmezzogiorno.it)

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