GIUGLIANO – Scacco alla malavita di Giugliano. In manette è finito il 34enne Antonio Tesone, presunto affiliato al clan Mallardo. Gli agenti di polizia lo hanno arrestato dopo un lungo inseguimento. Tesone, meglio noto come o’ bastardo, era ricercato dalle forze dell’ordine da circa cinque mesi. Sulla sua testa un’ordinanza di cattura per diversi furti e rapine. Gli investigatori lo “collocano” nel gruppo di malviventi vicini alla cosca di Giugliano. Per la polizia si è reso autore di numerosi colpi negli ultimi anni. E’ stato ammanettato dopo un lungo inseguimento dagli agenti del locale commissariato di polizia, agli ordini del vicequestore Alberto Francini. Tesone è stato sorpreso dai poliziotti a Giugliano, in via Santa Maria a Cubito. E’ scappato a bordo della sua auto, tentando di seminare la volante. Niente da fare. Dopo essere persino scappato a piedi in una campagna, è stato bloccato e costretto ad arrendersi. Il 34enne è una vecchia conoscenza della polizia. Nel 1997 fu fermato in un noto ristorante del Giuglianese mentre erano in corso i festeggiamenti di un matrimonio di un altro presunto affiliato ai Mallardo. Al banchetto partecipavano i vertici di spicco del clan. Tesone tentò di fuggire da una finestra, la polizia sparò alcuni colpi in aria e allora decise di arrendersi. Nel 1998 tentarono di ammazzarlo in un agguato. Era in via Giardini a Giugliano, a bordo della sua auto con la figlia di due anni accanto. I killer gli spararono diversi colpi di lupara, lui si gettò sulla piccola tentando di salvarla. Riuscì invece a salvare anche se stesso. Dopo che le armi smisero di parlare e i killer si diedero alla fuga, Tesone, pur gravemente colpito al collo, trovò scampo a casa di un amico. Lo stesso che stava festeggiando il matrimonio l’anno prima. Allora gli investigatori ipotizzarono che gli esecutori dell’agguato fossero i pregiudicati Sabatino Martino, alias o’pentito, e un suo cugino, Nicola Riccio. I due furono, a loro volta, sorpresi in un’imboscata qualche mese dopo la mancata esecuzione di Tesone. A bordo di un auto, assieme ad un cugino omonimo di Martino, furono crivellati di colpi. I due Martino, che erano seduti davanti, morirono sul colpo. Trafitti da una miriade di proiettili. Riccio, che era sul sedile posteriore, riuscì a salvarsi: si nascose infatti tra sedili dell’auto, riuscendo ad eludere i sicari. Pur colpito da diversi proiettili al bacino, Nicola Riccio riuscì a fuggire da un finestrino. Passò meno di un mese prima che i killer portassero a termine il lavoro sporco. Lo attesero sotto casa e lo giustiziarono con numerosi colpi di pistola alla testa.
Per gli investigatori, l’arresto di Tesone rappresenta un nuovo successo nella lotta alla criminalità organizzata. Lo scorso luglio a finire in manette fu Feliciano Mallardo, 50 anni, cugino di Francesco e Giuseppe, ritenuti i vertici dell’organizzazione camorristica giuglianese e membri della cupola dell’alleanza di Secondigliano.
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