«Siamo ancora sotto shock. Il terremoto qui in Colombia è stato terribile. Chiedo agli italiani di non restare indifferenti. Le zone colpite, a partire dal Chocò dove c’è stato l’epicentro, ha bisogno di grande aiuto».
A parlare a InterNapoli è Nicolò Ferraro, napoletano titolare del locale Terronepizzeria di Medellin. Ferraro, che vive e lavora da anni nel Paese sudamericano, descrive i terribili attimi in cui la terra ha tremato. Le conseguenze più gravi si sono avute, oltre che nel Chocò, a Pereria, Manizares e Cali sebbene le scosse siano state avvertite in tutta la Colombia. Il numero delle vittime è imprecisato, molte persone sono ancora sotto le macerie e hanno fatto il giro del mondo le immagini dei palazzi, delle chiese e degli ospedali devastati.
Il racconto
Il sisma, dice, «è stato di magnitudo 7.4. Credo sia stato il terremoto più pesante registrato da trent’anni a questa parte in Colombia. Personalmente – racconta Nicolò – sono stato svegliato dalla scossa qui a Medellin. Vivo a Ciudad del Rio, zona tra il centro e il popolare, al 21esimo piano di un complesso residenziale. Ho visto che le piscine all’ottavo piano si svuotavano dell’acqua. Ho fatto una cosa sbagliata, lo so, uscendo fuori al balcone. Poi ho preso il cellulare e sono sceso facendomi a piedi i 21 piani. Siamo ancora sotto shock, seppur l’epicentro non sia stato a Medellin».
La mancanza di comunicazioni e l’appello
Le persone, aggiunge Nicolò, «erano terrorizzate, memori di quanto successo pochi mesi fa in Venezuela». Particolarmente grave, come detto, la zona del Chocò area dell’epicentro del terremoto di lunedì. «Il posto è totalmente disconnesso dal resto della Colombia ed è una zona abbandonata e poco considerata dal Governo. È il posto più povero della Colombia e nessuno ne parla. A Pereria non c’è luce e non non c’è modo di comunicare. A Manizares è dura e a Calì stanno cercando di togliere le persone sotto le macerie. A Medellin molte persone sono rientrate nelle case, ma io sinceramente non me la sono sentita».
Ferraro lancia un appello, descrivendo il dramma post sisma. «Ci tengo a fare un appello agli italiani: non siano indifferenti. Ho sentito degli amici nelle varie zone maggiormente colpite e la situazione è disastrosa, drammatica. C’è bisogno di persone che aiutano a salvare le persone sotto le macerie, acqua, materie prime, guanti. La Colombia va aiutata. I colombiani sono fantastici e reagiranno ma non possono essere lasciati soli».


