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Alleanza camorra-mafie, estradato l’ex super latitante ‘Dollarino’

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Martedì 10 marzo è rientrato in Italia, dopo essere stato estradato dalla Colombia, Emanuele Gregorini. L’ex latitante, alias Dollarino, è ritenuto un esponente di spicco del sistema mafioso lombardo. Inoltre è imputato nell’ambito dell’inchiesta Hydra, che ha svelato presunta alleanza tra Cosa Nostra, Camorra e ’Ndrangheta.

La cattura di Dollarino

Nel marzo 2025 venne catturato in Colombia, destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione a organizzazione mafiosa nell’inchiesta Hydra della Dda di Milano.

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L’informazione venne confermata dalla Polizia Nazionale: “A Cartagena, nell’ambito dell’offensiva frontale contro il traffico di droga, abbiamo catturato Emanuele Gregorini, alias ‘Dollarino’, leader del Sistema mafioso lombardo, formato dalle mafie di Camorra, Cosa Nostra e ‘Ndrangheta, responsabile dell’invio di ingenti carichi di cocaina dalla Colombia, Panama e Brasile verso l’Europa. Questo trafficante di droga invisibile è stato ricercato in 196 Paesi attraverso una Circolare Rossa, come priorità dell’Interpol Corporation Against ‘Ndrangheta (AICAN). Questo duro colpo alla criminalità organizzata transnazionale è il risultato della fluida cooperazione tra la @PoliciaColombia e le autorità del Regno Unito, il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano e il Servizio di Cooperazione Internazionale del Ministero dell’Interno italiano“.

Accordo camorra-mafie, latitante catturato in Colombia

I collegamenti con il clan Senese

Gregorini uomo del clan campano-romano diretto da Michele Senese, non ha dubbi: “Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!”. Dollarino avrebbe parlato con Gioacchino Amico, siciliano con residenza lombarda, vicino ai Senese e agli uomini di Cosa nostra, sia palermitani che trapanesi. Amico aggiunge: “Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano, passando dalla Calabria da Napoli ovunque”.

Le ambientali nascoste negli uffici della Seven Space di Busto Garolfo registrano tutto e fissano un punto. Esisterebbe quindi un sistema mafioso lombardo che raggruppa clan siciliani, calabresi e campani in una unica associazione, che condivide affari e società, gestite da professionisti comuni.

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