Armi della faida scoperte a Miano, il blitz dei carabinieri

Altro importante risultato dei carabinieri del comando provinciale di Napoli nella lotta alla criminalità. I militari stanno setacciando le strade del quartiere Miano effettaundo diverse perquisizioni. I carabinieri del nucleo operativo del Vomero e della stazione marianella hanno rivenuto e sequestrato una revolver pronta all’uso calibro 357 magnum con all’interno 5 proiettili, una pistola calibro 9×17 pronta per essere utilizzate con caricatore e 4 proiettili. Le armi sequestrate – in ottimo stato di conservazione – erano stipate all’interno del cofano di un’auto in stato di abbandono parcheggiata sul ciglio di una strada del quartiere e saranno sottoposte ad accertamenti per verificare il loro utilizzo in fatti di sangue.

Il precedente articolo sulla situazione criminale a Miano

Con lo smantellamento del gruppo di ‘Abbasc Miano’ (quello guidato dal triumvirato Balzano-Scarpellini-D’Errico) i Cifrone hanno di fatto piazzato una ‘Opa’ su Miano. I cugini Luigi e Getano Cifrone insieme ai loro ras (tra cui Stefano De Fraia, arrestato ieri mattina) avrebbero di fatto conquistato la parte alta di quello che era un tempo il feudo dei Lo Russo. Il particolare emerso dall’ordinanza di custodia cautelare che ieri mattina ha portato in carcere tredici persone (leggi qui). I Cifrone non sono indagati per questo episodio. Le indagini sull’accaduto, si legge nell’ordinanza, sono però partite proprio in seguito alle attività investigative svolte dall’Arma dei carabinieri. Indagini finalizzate a ricostruire gli attuali assetti criminali di Miano. I militari della compagnia Vomero sono riusciti così a ricostruire le alleanze costituite in questi mesi dal gruppo di ‘Miano di sopra’. In particolare gli accordi con Salvatore Roselli, indicato come l’attuale reggente degli Amato-Pagano su Scampia, e Nunzio Pecorelli, a capo di una batteria a Chiaiano ma con solidi legami nella Vanella Grassi. Secondo alcune informative il gruppo sarebbe direttamente coinvolto nella stesa di qualche mese fa contro l’abitazione del ras Salvatore Stabile, membro dell’omonimo gruppo dei ‘capelloni’ (episodio riportato in anteprima da Internapoli).

Dalle indagini sui Cifrone al rapimento dell’operaio a Chiaiano

Indagini dunque partite da Miano e conclusesi con l’ordinanza per il rapimento di un 30enne lontano dagli ambienti della camorra. L’uomo sequestrato a febbraio e portato in un garage. In particolare coinvolto nel rapimento un commando formato da dieci uomini armati che lo avevano accerchiato coi loro scooter mentre rientrava a casa. Il sequestro, durato diverse ore, si concluse con il pagamento da parte della famiglia di 40mila euro a fronte dei 50mila richiesti dagli aguzzini. Tra gli arrestati figurano alcune figure apicali della mala dell’area nord. Come lo stesso Salvatore Roselli indicato da diverse informative di polizia come l’attuale reggente del clan Amato-Pagano per Scampia. O Costantino Raia dell’omonima famiglia già colpita da un blitz lo scorso marzo contro il clan Notturno. Raia fu tirato in ballo da alcuni pentiti come protagonista di un agguato compiuto con bombe a mano contro la Vanella Grassi quando quest’ultima era retta da Antonio Mennetta.

Nel gruppo anche ras della Vanella Grassi e della mala di Miano

Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare figurano anche personaggi coinvolti nel recente maxi blitz contro la Vanella Grassi. Tra essi Emanuele Mincione, cognato del ras Vincenzo Spera. Si tratta del ras indicato dal boss Salvatore Petriccione per guidare il sodalizio divenuto un ‘mostro a tre teste’ (fazione Spera, fazione Grimaldi e gruppo Angrisano). In quel blitz erano rimasti coinvolti anche Nunzio Pecorelli, Giovanni Strazzulli e Nico Grimaldi. Al sequestro hanno preso parte inoltre anche soggetti un tempo orbitanti nel clan Lo Russo come Stefano Di Fraia indicato dalle ultime informative come componente attualmente del gruppo Cifrone.

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