Valter Lavitola è stato arrestato e trasferito in carcere perché accusato di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso a Pomezia vicino Roma. La misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine della Procura – coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi – in cui si contesta anche il metodo mafioso. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo.
Attentato a Ranucci, confermato il carcere per i 4 esecutori materiali
Lo scorso luglio il tribunale del Riesame di Roma ha confermato le 4 misure cautelari e l’aggravante del metodo mafioso per i quattro accusati di essere gli esecutori materiali dell’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre del 2025. I quattro restano in carcere. I loro avvocati avevano chiesto l’annullamento della custodia cautelare e la revisione dell’ipotesi accusatoria di associazione per delinquere con metodo mafioso.
Arrestati dopo l’attentato a Ranucci, chi sono i membri del commando
Risiedono in provincia di Avellino i 4 arrestati con l’accusa di essere stati gli esecutori dell’attentato, su commissione, al giornalista Ranucci avvenuto a Pomezia, il 16 ottobre del 2025. Si tratta di una giovane coppia residente ad Avella, Pellegrino D’Avino, fermato dai carabinieri del reparto operativo a Roma e trasferito nel carcere di Rebibbia; di sua moglie, Marika De Filippi, agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Avella; Saverio Mutone, residente a Sperone, a pochi chilometri da Avella; e di Antonio Passariello, 53 anni, originario di Cicciano. Gli inquirenti della Dda di Roma li ritengono gli esecutori materiali dell’attentato al conduttore di Report.
Attentato a Ranucci, confermato il carcere per i 4 esecutori materiali


