Da sinistra Michele Minichini, Sergio Grassia, Ciro Rinaldi e Raffaele Oliviero. Nell'altra foto il giovane ras a Roma insieme a Ciro Rinaldi 'Mauè'

«Quando scende porta con sè la morte». Questa la descrizione, fatta qualche anno fa, di un collaboratore di giustizia di Michele Minichini, ras di Ponticelli soprannominato ‘a tigre. Minichini è stato condannato all’ergastolo per il duplice omicidio Cepparulo-Colonna. Il suo profilo viene tracciato da decine di collaboratori di giustizia che lo descrivono come uno dei colonnelli del boss Ciro Rinaldi. Uno dal grilletto facile che anche quando ha fondato un proprio gruppo è rimasto ugualmente legato al gruppo del rione Villa. L’uso dei social network (Facebook e Instagram) è funzionale a rinsaldare le alleanze e ribadire all’esterno l’esistenza di un unico gruppo. Attraverso le fotografie e i post gli affiliati ostentano la propria appartenenza al gruppo, commentano le azioni di fuoco, provocano gli avversari. C’è una foto significativa che ritrae Minichini insieme allo ‘stato maggiore’ dei Rinaldi, ossia il boss Ciro Rinaldi, il suo braccio destro Sergio Grassia e il ras Raffaele Oliviero. Immagini postate per sancire l’appartenenza di Minichini ai Rinaldi. Addirittura c’è un’altra foto relativa ad un viaggio a Roma in cui il giovane ras è in posa con il boss davanti alla fontana di Trevi.

Il profilo di Minichini ‘a tigre tracciato dai collaboratori di giustizia

Tra i collaboratori di giustizia che hanno parlato del ruolo di Minichini all’interno del clan di via Ravello e delle azioni di fuoco compiute c’è Luigi Gallo:«C’è un’alleanza in corso con gli Aprea di Barra, il gruppo Minichini/Schisa, Formicola e Rinaldi. Minichini Michele fa parte del clan Rinaldi. La famiglia Schisa di Ponticelli ha uno stretto rapporto con Minichini Michele, contro i Bodo, i Mazzarella e i D’Amico gennarella. In quella occasione Bizzeffe viaggiava in macchina con Vincenzo Rinaldi Badoglio, con loro c’erano su due scooter Michele Minichini ed altre persone del suo gruppo come se fosse una staffetta. Questo è accaduto prima che mi arrestassero per la prima volta». Anche Tommaso Schisa, l’ex nemesi di Minichini, ha parlato dell’intraneità di ‘a tigre nei Rinaldi:«Siamo alleati con Ciro Rinaldi, Insieme a o Pop e Sergiolino, del clan Rinaldi con i Sibillo. Il nostro obiettivo come clan Schisa-Minichini era il controllo di Ponticelli. Non era mia intenzione conquistare Marigliano ma poiché per non stare a Ponticelli mi sono trasferito a Marigliano ho avuto problemi con Piezzo. Lo scopo di Ciro Rinaldi era uccidere tutti quelli che facevano parte del clan Mazzarella. Sono andato con Michele Minichini alla 46 e abbiamo incontrato Ciro Rinaldi che stava con Sergiolino e o Pop. Parlammo dell’omicidio De Bernardo e gli dicemmo che anche (…) Ciro Rinaldi ci disse che si doveva uccidere»..

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