Una lunga carriera criminale, culminata nel settembre 2017 con l’arresto a Giugliano. Una carriera iniziata dalle ceneri del clan di Cutolo, poi passato a gestire il traffico di droga per le cosche di Napoli Est, fino a espandersi nella zona di Pomigliano e del Nolano. Bruno Mascitelli detto ‘o Canotto ha subito stanotte un’altra mazzata. I carabinieri hanno sgominato la sua cosca arrestando 21 persone. Tre anni fa fu arrestato dai carabinieri della Compagnia di Giugliano mentre era ancora in pigiama. Si era dato alla macchia da maggio 2017 per sfuggire a un odine di carcerazione emesso dalla Procura generale. Doveva espiare sette anni e quattro mesi di reclusione per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.

Il blitz di oggi ha messo la parola fine al clan di Mascitelli, 21 le persone arrestate. L’operazione è stata eseguita all’alba di stamane dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunali di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, riguarda tutte le 21 persone coinvolte, gravemente indiziate a vario titolo di associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e di reati in materia di armi, contro il patrimonio e contro la persona. Nel corso dell’operazione, sequestrate anche quattro pistole ed un fucile mitragliatore, oltre a grossi quantitativi di hashish e cocaina.

Le piazze di spaccio nei quartieri IACP

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Bruno Mascitelli, detto ‘o Canotto, contava su diverse persone per gestire le piazze di spaccio che, tra l’ottobre 2016 ed il dicembre 2017, erano particolarmente “floride” nel quartiere orientale di Ponticelli ed a Pomigliano d’Arco, in particolar modo nei quartieri popolari IACP. Mascitelli, che ne sarebbe stato dunque l’esponente di spicco, avrebbe quindi gestito le zone attraverso i propri luogotenenti, gestendone anche i singoli ruoli: pusher, gestori, affiliati, promotori e gli “addetti” al recupero dei crediti.

L’agguato contro Roberto Ianuale, figlio del ras Vincenzo

Secondo gli inquirenti, parte degli arrestati sarebbe coinvolta anche nell’agguato del 26 ottobre 2016 avvenuto contro Roberto Ianuale, figlio del ras Vincenzo detto ‘o Squadrone e figura in primo piano dell’omonimo clan di Castello di Cisterna, attiguo a quello di Pomigliano. Agguato che portò al ferimento di Vincenzo Ianuale, raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco esplosi da quattro persone a bordo di due autovetture, che se la cavò nonostante le ferite riportate. Agguato che sarebbe legato proprio al controllo del territorio ed alla rivalità tra il gruppo dei Mascitelli, nello specifico nella costola guidata da Mimmo Capocelli e Giuseppe D’Ambrosio detto ‘o Cacaglio, e quello dei Ianuale, arroccati nel Palazzo Celeste della “Cisternina”.

 

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