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I boss Francesco Mallardo, Eduardo Contini e Michele Senese

Il fenomeno criminale della camorra romana è stato descritto nell’ultimo Rapporto Mafie del Lazio. Questa entità criminale deriva dai clan ed è legittimata ad agire a Roma come fosse in Campania. Lo scenario criminale emerge anche dalle intercettazioni degli esponenti criminali contenute nelle diverse indagini dalle forze dell’ordine. I clan di camorra fanno sentire il proprio peso agli affiliati che a Roma operano da decenni conducendo investimenti, riciclaggio e usura.

LE INFORMAZIONI DELLA DIA

La Direzione Investigativa Antimafia nella sua ultima relazione del primo semestre del 2019 ha ricostruito gli affari dei camorristi. “Alcuni clan nella zona Esquilino, con interessi che spaziano dal contrabbando agli investimenti commerciali. Forte dei rapporti con il clan Mazzarella, il clan Zaza è presente nel quartiere Ostiense con interessi che spaziano dalla gestione di attività alberghiere e di ristorazione, alla commercializzazione di autovetture e alla gestione di scuderie di cavalli da corsa. Il clan Moccia forte dei rapporti con la famiglia Nastasi, è presente nella zona di Tor Bella Monaca con interessi nell’ambito del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Il clan Contini è operante in varie zone della Capitale. Tra cui il centro storico in cui concentra l’attività di reinvestimento, in particolare nei settori della ristorazione ed immobiliare“.

“BOSS DELLA CAMORRA ROMANA”

Attraverso le indagini sviluppate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, è stato documentato come il “Cartello Senese” si sia dotato di un modello organizzativo che lascia ampi spazi di autonomia operativa agli altri gruppi criminali.

Le organizzazioni compiono attività delittuose solo apparentemente non riconducibili alla direzione strategica e alla volontà del capo supremo del sodalizio. Infatti, come documentato dalle intercettazioni, Michele ‘o Pazz, è riconosciuto dagli altri sodali come il “capo indiscusso della malavita romana”, “…il capo di Roma!…..il boss della Camorra romana!….Comanda tutto lui!”.

A lui si rivolgono con deferenza per informarlo su loro operato. Per ottenere, inoltre interventi finalizzati a dirimere controversie con altri malavitosi e per ricevere autorizzazioni ad assumere iniziative di varia natura. A Senese forniscono somme di denaro chiaramente provento di delitto.

LA CAMORRA NEL BASSO LAZIO

Il 29 gennaio 2020 l’allora procuratore facente funzioni di Roma Michele Prestipino e
il sostituto procuratore Corrado Fasanelli dichiararono alla Commissione parlamentare d’inchiesta. “Il Lazio e non soltanto il basso Lazio è largamente occupato dalle reti d’impresa del clan Mallardo. I contatti con la procura di Roma sono continui, la collaborazione è straordinariamente fluida ma ne emerge una rete di condizionamento delle relazioni economiche e sociali di enormi proporzioni, perché attorno a Giugliano in Campania si esercita un’influenza sui comuni circostanti fino alle porte di Roma“, affermo il procuratore Fasanelli.

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