L’organizzazione avrebbe maneggiato i segreti di calciatori e dei vip per rivenderli al migliore offerente. In questo sistema sarebbero coinvolti alcuni poliziotti che avrebbero usato le loro password di servizio, inoltre sono stati indagati investigatori privati, dipendenti dell’Inps, dell’Agenzia delle entrate.
“Esfiltravano dalle banche dati, attraverso accessi abusivi, informazioni riservate di calciatori, su imprenditori, gente dello spettacolo, cantanti e attori e venduto queste informazioni ad alcune agenzie“, ha dichiarato in conferenza stampa il capo della Procura Nicola Gratteri in merito ai dettagli dell’indagine della Polizia Postale Cibernetica, diretta dal primo dirigente Dario Mongiovì, coordinata dal pool Cyber-Crime della Procura. Il provvedimento è il frutto di una complessa indagine condotta dalla Squadra Mobile partenopea, con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Postale e delle Comunicazioni Campania-Basilicata e Molise e il coordinamento della Procura partenopea.
Blitz da Napoli a Belluno
Stamattina la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, guidata da Gratteri, della Sezione per la Criminalità Informatica che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 indagati e gli arresti domiciliari di altre 6 persone. Per altri 19 indagati è scattato l’obbligo di firma. Tutti sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Il blitz è stato condotto anche tra Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno.
Le misure cautelari
Il gip Giovanni Vinciguerra ha disposto il carcere per il presunto capo dell’organizzazione Mattia Galavotti, socio di diverse agenzie investigative, e il suo complice Giuseppe Picariello. Stessa misura cautelare per Giuseppe Emendato, socio di Galavotti in un’agenzia, e per il commissario di polizia Giovanni Maddaluno.
Sono finiti invece ai domiciliari Maria Rosaria Cantiello, socia di Galavotti; Francesco Saverio Falace, dipendente dell’Agenzia delle Entrate; il commercialista Pietro De Falco; i poliziotti Alfonso Auletta, Piermassimo Caiazzo, Raimondo Siena.
Le informazioni vendute
Gli inquirenti hanno portato alla luce l’esistenza di una strutturata organizzazione, ramificata in varie regioni italiane, finalizzata alla corruzione di Pubblici Ufficiali con lo scopo di acquisire illegalmente informazioni e dati sensibili che venivano poi rivenduti al miglior offerente. Svelato un collaudato sistema di corruzione che coinvolgeva pubblici ufficiali, imprenditori attivi nel settore delle agenzie d’investigazione e nel recupero crediti. Tutto sarebbe stato incentrato sulla illecita prassi degli accessi abusivi a sistemi informatici di interesse nazionale, in particolar modo banche dati delle Forze di Polizia.
I pacchetti dei dati sensibili
Si tratta di tantissimi dati sensibili come i precedenti penali e di polizia, fiscali, retributivi e contributivi e dati bancari. Avrebbero così creato dei pacchetti, ceduti ad esponenti dell’organizzazione criminale che, a loro volta, li rivendevano alle società e alle persone interessate. Nel corso delle indagini sono state effettuate varie perquisizioni nelle sedi delle agenzie coinvolte e nelle abitazioni di alcuni membri che hanno portato al sequestro di numerosi dispositivi informatici e documenti. Trovato anche un tariffario che riportava le generalità e i codici fiscali delle persone ignare e il tipo di informazioni come precedenti di polizia, cedolini pensione, Estratti Conti Orizzontali, veicoli, reddituali.


