Decisione ufficiale, la Campania resta zona rossa: decisa la data di fine ordinanza

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Alla fine arriva l’ordinanza che conferma quanto anticipato nelle ultime ore: quella del ministro della Salute Roberto Speranza, che in serata dà l’ok definitivo al passaggio da zona rossa ad arancione (quindi con restrizioni meno stringenti per combattere la diffusione dell’epidemia di Coronavirus) delle prime tre regioni che si erano viste “catalogare” come le più a rischio: Calabria, Lombardia e Piemonte diventano quindi area arancione, mentre Liguria e Sicilia diventano gialle. La Campania resta zona rossa fino al 3 dicembre

Il punto settimanale del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Facebook.

“Ieri c’è stata una riunione tra Regioni e governo. Al di là delle chiacchiere c’è una cosa concreta che è emersa. Voglio mantenermi con toni misurati, ma si poteva immaginare di aprire le scuole il 9 dicembre, poi chiuderle dopo due settimane e poi riaprirle a gennaio? Non ci sono parole. Le cose più semplici, in Italia, sono una conquista. Mi auguro che le scuole riaprano a gennaio. Si ragiona in queste ore sul colore delle zone, secondo me sono una grande buffonata. Qualche settimana fa hanno mandato in Campania gli ispettori, l’ennesima cialtronata. Ad oggi non abbiamo ancora avuto la copia della relazione fatta dagli ispettori. Hanno trovato solo cinque macchine in fila davanti al Cotugno. In tutta Italia era questa la situazione. Poi hanno trovato una situazione di eccellenza, ma non ne abbiamo avuto notizia. Era una manovra solo per dare soddisfazione a chi era impegnato nell’aggressione contro la Campania.

Alcune Regioni danno percentuali false di terapie intensive per far abbassare il tasso di occupazione. Il Ministero della Salute però non ha attivato i nuclei ispettivi per controllare. Abbiamo chiesto ufficialmente di sapere se sia vero. La Campania comunica il numero vero dei tamponi molecolari che vengono fatti. Questo fa ovviamente aumentare i positivi. Alcune Regioni comunicano un numero altissimo di tamponi, non molecolari, per far abbassare il numero di positivi. Il Ministero non dà risposte certe. E’ scandaloso. La Campania è impegnata in un’operazione verità: sia portato tutto alla luce del sole. Tutto.

Abbiamo avuto la decisione delle zone rosse, secondo me è una cosa che non merita neppure commenti. Al di là dei negozi di abbigliamento per adulti e scarpe, è tutto aperto. Il livello dei controlli, tranne forse il primo giorno, è uguale a zero. Parlare in queste condizioni di zona rossa fa innervosire. Indignare. Ormai siamo nelle mani del Padreterno e della Regione Campania, il resto è tutto chiacchiere e finzioni. Questa non è una zona rossa, non ci prendiamo in giro.

Continua la campagna di aggressione politico-mediatica nei nostri confronti. Ci sono delle trasmissioni televisive che hanno solo l’obiettivo di aumentare ascolti. Parlare della Campania fa audience, anche a costo di fare sciacallaggio e falsificare i dati. Il modo migliore per rispondere è quello di cambiare canali, non far fare ascolti. Vi chiedo di provvedere di conseguenza. Noi, invece, provvediamo, senza fare nomi e cognomi, a tutelarci sul piano penale. Sono stati dati numeri al lotto sul personale medico inviato in Campania. Si è parlato di migliaia di medici, roba che neanche in tutta Europa. Abbiamo avuto tre bandi in Italia della Protezione Civile, due nazionali e un terzo chiesto da me riservato alla Campania. Questo ha registrato 158 prenotazioni, su queste candidature, gli anestesisti che arrivano sono solo tre. Ovviamente i dati che fornisco io non sono falsi, come quelli presentati da chi deve fare sciacallaggio. Sui due bandi precedenti abbiamo avuto questi risultati: complessivamente 85 medici generici. Ne avevamo chiesti 700 e 800 infermieri. Per gli anestesisti, nei due bandi nazionali ne sono arrivati 7. E’ confermato che in Campania, quindi, non è arrivato niente. Vi ricordo sempre i dati di partenza, Istat. La nostra Regione è quella che ha 17mila dipendenti in meno del Veneto, che ha un milione di abitanti in meno, circa 15mila in meno dell’Emilia e Piemonte e così via. Si conferma quanto detto sempre: in Campania combattiamo a mani nude e ringrazio di cuore il personale sanitario della Campania per lo sforzo.

I soldi arrivati, altra falsità. Non è arrivato nulla tranne quello che ci è dovuto, ma la Regione Campania riceve meno di tutte le altre di Italia nell’ambito del riparto del fondo sanitario nazionale. Abbiamo fatto un miracolo.

I posti di terapia intensiva sono governati a livello regionale. Ci è capitato di verificare a volte che nella cabina di regia regionale avevamo segnalati posti liberi, ma dal 118 ci dicevano che gli ospedali dicevano che non c’erano, soprattutto di sera. La sensazione è che c’è qualche buontempone che quando la sera arriva la richiesta dice che non ci sono posti per non fare la nottata. Abbiamo già registrato questa anomalia in passato, con i posti di pronto soccorso. Capitava il sabato pomeriggio, volevano farsi il fine settimana in pace. C’è una piccola percentuale di farabutti che non vuole fare il suo dovere. Andremo fino in fondo per accettarlo, con il pugno di ferro.

In queste settimane vogliamo allargare la rete territoriale, aprire all’intra moenia per i primari, quando la situazione sarà più tranquilla. Nel frattempo stiamo procedendo con le cose serie, con i nuovi ospedali da realizzare. Ieri aggiudicata la gara per la progettazione dell’ospedale unico della Costiera sorrentina a Sant’Agnello, per 65 milioni di euro.