"Campania 'terreno fertile' per varianti del covid", l'allarme del virologo Pregliasco: nuove restrizioni e vaccini

Spaventa la terza ondata del contagio covid in Campania. Crescono ogni giorno i nuovi casi di coronavirus e i primi effetti delle nuove restrizioni sembrano ancora lontani. “Purtroppo sapevamo e siamo constatando ciò che si temeva, e cioè che questo tipo di virus a Rna non si replica in maniera sistematica, bensì modifica sempre qualcosa e questo gli dà un vantaggio. Un vantaggio che tende ad amplificarsi in realtà molto interconnesse e densamente abitate come la Campania”: lo ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco intervistato dal direttore editoriale del VG21 Gianni Ambrosino e dalla giornalista Titti Improta. “Abbiamo riscontrato nel tempo più di 12mila varianti, ma tra queste quelle che conosciamo come “inglese”, “brasiliana” o “sudafricana” presentano non solo una particolare contagiosità, ma anche un coinvolgimento di persone più giovani, le quali magari non presentano sintomi gravi dal punto di vista clinico, ma facilitano la diffusione dei contagi. Inoltre, una volta guariti, la protezione risulta estremamente limitata nel tempo, al massimo di tre mesi con la possibilità dopo sei di essere reinfettati addirittura con la variante originale già subita”.


Covid, la scelta dei vaccini


“Ogni vaccino ad oggi disponibile riduce le forme gravi di infezione, i ricoveri ospedalieri e i decessi, quindi ben venga il fatto di potersi vaccinare quanto prima. Ci sono delle differenze rispetto alla percentuale di protezione, ma parlando ad esempio dell’ Astrazeneca – ritenuto da molti di “serie B” – stiamo riscontrando risultati ben diversi e superiori rispetto agli studi clinici. L’invito quindi è: rassereniamoci, e usiamo il vaccino che ci verrà assegnato”.

Le scuole ad alto rischio contagio


“Le nuove varianti purtroppo colpiscono i più giovani, spesso senza sintomi, e fanno parte del gruppo di soggetti che va dai 3 ai 19 anni. Quindi parliamo soprattutto di studenti, chiaro quindi che il problema dei contagi tocchi innanzitutto le scuole. Chiaro che se si rispettano norme e protocolli come hanno fatto, il rischio è vicino a zero, ma c’è un discorso di mobilità, di assembramenti all’ingresso e all’uscita che purtroppo fa della scuola un fattore indiretto di contagio. Purtroppo, anche se è comprensibilissima la voglia di frequentare e di insegnare in presenza, l’azione di stringenza doveva riguardare anche le scuole”


Tra contagi e vaccini: la dura lotta al virus

“Io temo che anche per questa Pasqua dovremo stringere ancora i denti, la situazione attuale assomiglia molto alla rampa di salita della seconda ondata. I modelli matematici non ci danno buone previsioni, servono elementi di stringenza soprattutto in situazioni di rischio, del resto se ci si potesse muovere si andrebbe dove vanno in tanti, il che è impossibile in questo momento”.

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