Erano stati accusati da un collega di essere “stipendiati dal clan degli scissionisti”, i tre carabinieri che oggi il collegio B della prima sezione del Tribunale di Napoli ha assolto con la formula “il fatto non sussiste”. Gli appuntati Giuseppe Lisco, Andrea Corciulo e Giuseppe Costanzo, all’epoca dei fatti contestati in servizio presso nella stazione dei carabinieri di Napoli-Marianella, erano stati accusati di corruzione aggravata dopo le dichiarazioni rese da un loro collega, il vice brigadiere Mario Tomarchio, il quale riferì che, come lui, anche i tre appuntati erano stipendiati dal clan degli scissionisti di Secondigliano.

Oltre quella dei militari c’è un’altra assoluzione eccellente, quella del ras Antonio Bastone. Ex pezzo da novanta dell’omonimo gruppo del lorto G affiliato agli Amato-Pagano, Bastone ha visto cadere le accuse nei suoi confronti grazie alle argomentazioni dei suoi difensori, gli avvocati Domenico Dello Iacono e Fabio Segreti. I Bastone, secondo l’accusa, versavano a Tomarchio 500 euro al mese oltre ad altri vantaggi «per dare informazioni su attività di pg in corso sugli scissionisti, ovvero per omettere interventi di pg contro appartenenti al clan. Tomarchio inoltre riceveva 250 grammi di cocaina e in altre occasioni quantitativi di droga non meglio identificati». Accuse tutte cadute con l’assoluzione del ras di Scampia: si tratta della seconda nel giro di cinque mesi dopo quella all’omicidio di Rosario Tripicchio, ucciso a Giugliano nel 2012 mentre era nella sua auto in via San Vito.

Bisogna ricordare che Tomarchio ritrattò le accuse nel corso di un’udienza del processo che risale al 4 aprile di due anni fa (2019), durante la quale affermò di essersi inventato tutto per ottenere uno sconto di pena: “quei tre carabinieri non hanno preso un soldo dal clan”, disse. L’ex vice brigadiere Tomarchio, invece, era stato condannato a 12 anni di reclusione e venne chiamato dagli inquirenti della DDA a deporre al processo per corruzione aggravata. Oggi la sentenza, e soprattutto la formula con la quale sono stati assolti, riabilita i tre carabinieri. L’assoluzione peraltro era stata chiesta anche dal sostituto procuratore di Napoli Vincenza Marra.

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