Droga e cellulari nel carcere di Secondigliano: i boss danno ordini dalle celle

Droga e telefonini in possesso dei detenuti delle carceri campane. La denuncia è del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, che segnala l’ultimo episodio accaduto nelle carceri della regione. «Ieri pomeriggio – osserva Emilio Fattorello, segretario campano del Sappe – sono stati rinvenuti micro telefonini e hashish. Questa volta i detenuti del Reparto S 4 accortisi dell’arrivo del personale e dei cinofili della Polizia Penitenziaria per una improvvisa perquisizione, hanno lanciato dalle finestre delle celle alcuni cellulari e dosi di sostanza stupefacente, illegalmente detenuti ed in loro possesso.

Gli uomini in divisa della Polizia Penitenziaria hanno potuto raccogliere ben tre telefonini e diversi involucri contenenti droga lanciati dalle finestre del Reparto S 4 occupato da 200 detenuti appartenenti alla criminalità organizzata che fa capo a diversi clan campani. Determinante per il ritrovamento della sostanza stupefacente l’intervento del Nucleo Cinofilo Regionale e il fiuto del cane Buk. Ormai la detenzione illecita dei telefonini è divenuto un fenomeno di vaste proporzioni nel Centro Penitenziario di Secondigliano dove sono ristretti per la totalità detenuti camorristi che di sicuro riescono a curare il loro malaffare con l’esterno grazie al possesso e uso di tali apparecchi telefonici. Il Sappe esprime compiacimento alle donne e uomini della Polizia Penitenziaria che negli ultimi tempi con alto senso del dovere e professionalità riescono a garantire, tra tante difficoltà, la sicurezza e legalità».

«Il dato oggettivo – sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sappe – è che gli eventi critici di Secondigliano e Nisida confermano che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante. La popolazione detenuta della Campania è assai eterogenea e complessa e determina pesanti condizioni di lavoro per gli agenti».