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Foto di repertorio

“Siamo dei Casalesi e della ndrangheta”, arrestati 2 esattori armati dei clan. Stamattina a Casapesenna e Petilia Policastro i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Sessa Aurunca davano esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli. Ordinanza emessa su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Giovanni Sicilia, classe ’62 e Luigi De Villano, classe ’71.

Le indagini condotte dai militari dell’Arma tra i mesi di settembre e dicembre 2020, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, supportate da intercettazioni telefoniche, ambientali e videoriprese. L’inchiesta consentiva di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dei 2 indagati in relazione ad un tentativo di estorsione aggravato dal metodo mafioso. Reato commesso in danno di un imprenditore di Cellole.

“SIAMO DEI CASALESI E DELLA ‘NDRANGHETA

Dalle convergenti risultanze investigative è emerso che Del Villano e Sicilia si presentavano all’imprenditore come rappresentanti della famiglia Zagaria di Casapesenna e della ‘ndrangheta. Quindi lo minacciavano di morte.

Utilizzarono anche armi da fuoco per costringerlo al pagamento di una ingente somma di denaro. Si sarebbe trattato di un saldo dei lavori edili effettuati da una ditta della provincia di Caserta in un capannone industriale della vittima, destinato allo stoccaggio di rifiuti.

Con la stessa condotta gli indagati pretendevano dall’imprenditore anche il versamento di una maggiorazione pari al 5 percento dell’importo dei citati lavori. Inoltre di desistere dalla compravendita di una società operante nel settore di raccolta e trasporto di rifiuti speciali nella provincia di Frosinone.

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