Terremoto nella mala di Casalnuovo. Scarcerato Fabio Luino, 48enne indicato come appartenente al gruppo Veneruso-Rea. Il tribunale di Sorveglianza di Lecce, accogliendo in pieno le argomentazioni del suo legale, l’avvocato Tiziana Areniello, ha disposto i domiciliari per Luino.
Il legale è così riuscito ad ottenere presso il tribunale della libertà salentino un’attenuazione di misura cautelare per il suo assistito per motivi di salute. Luino era stato arrestato a gennaio scorso quando i carabinieri, su disposizione della Procura della Repubblica partenopea, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare le attività del clan Rea-Veneruso, attivo nei comuni di Casalnuovo, Volla e nelle zone limitrofe.
Il provvedimento fu emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, al termine di un’articolata attività investigativa che avrebbe consentito di ricostruire un sistema estorsivo consolidato e radicato sul territorio.
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli indagati avrebbero imposto il pagamento di somme di denaro a diversi imprenditori di Casalnuovo, costretti a versare il cosiddetto “pizzo” per poter continuare a svolgere regolarmente le proprie attività lavorative. Le richieste estorsive, stando agli inquirenti, sarebbero state accompagnate da reiterate minacce, esplicite o velate, tali da generare un clima di intimidazione e assoggettamento tipico delle dinamiche mafiose.
Un sistema che avrebbe garantito al gruppo criminale un controllo capillare del territorio e un flusso costante di denaro, rafforzando al contempo il prestigio e l’autorità del clan di riferimento. Per Luino, difeso dall’avvocato Tiziana Areniello, adesso si sono spalancate le porte del carcere.


