Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco. La Procura di Pavia ha ridefinito il capo d’accusa nei confronti di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova fase investigativa.
Secondo i magistrati, il 38enne avrebbe ucciso la giovane “a seguito del rifiuto di un approccio sessuale”, contestandogli l’aggravante dei motivi abietti, riconducibili – sempre secondo l’accusa – a un presunto odio nei confronti della vittima. Sempio è stato convocato per il 6 maggio per essere interrogato.
La ricostruzione della Procura
Per gli inquirenti, Sempio avrebbe agito da solo. L’ipotesi è che l’aggressione si sia sviluppata in più fasi: dopo una prima colluttazione, la vittima sarebbe stata colpita più volte con un oggetto contundente, riportando gravi lesioni al capo.
Secondo la ricostruzione, Chiara Poggi sarebbe poi caduta a terra e successivamente trascinata verso la cantina. Qui avrebbe tentato un ultimo gesto di reazione, ma sarebbe stata colpita nuovamente fino a perdere i sensi.
Il corpo sarebbe stato poi spinto lungo le scale e colpito ancora alla nuca con diversi colpi, provocando lesioni cranio-encefaliche risultate fatali. La Procura contesta anche l’aggravante della crudeltà, evidenziando l’efferatezza dell’azione e il numero delle ferite, almeno dodici tra volto e cranio.
Una tesi ancora da dimostrare
Si tratta, al momento, di una ricostruzione investigativa ancora tutta da verificare. Andrea Sempio si è sempre dichiarato innocente.
Va ricordato che per la giustizia italiana l’unico colpevole del delitto resta Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, condannato in via definitiva dalla Cassazione e detenuto da oltre dieci anni.
La difesa
La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha sottolineato come l’indagato sia stato convocato per la seconda volta senza che gli atti dell’indagine siano stati ancora depositati.
“Stiamo valutando la strategia difensiva più opportuna”, ha dichiarato il legale, lasciando intendere che Sempio potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio previsto.
Le indagini proseguono, con l’obiettivo di chiarire definitivamente uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni.


