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Le tensioni tra i clan Contini e i Mazzarella dietro l’agguato a Poggioreale

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A Napoli si fronteggiano due importanti cartelli criminali, l’Alleanza di Secondigliano e i Mazzarella. Questa rivalità è stata condotta con la violenza che spesso si è riversata nelle strade della città: il clan Contini ha le armi per controllare il territorio e per intimidire le altre organizzazioni criminali. Secondo la DDA di Napoli c’è un episodio che conferma la ferocia della famiglia legata ai Licciardi e ai Mallardo.

Colpi di pistola esplosi a Poggioreale

Il 5 giugno 2020 la polizia intervenne tra via Murialdo e piazza Coppola dopo il ferimento al piede di un 23enne. Gli agenti interrogarono la vittima che descrisse l’uomo armato e il suo accompagnatore: il primo sarebbe stato il 30enne Leonardo Cimminiello e l’altro il 28enne Salvatore ‘Sasà Aranf’ Cinque. I racconti del giovane e dell’amico M.M. collegarono l’aggressione armata a un litigio avuto con il padre del secondo. Dunque proprio il genitore sarebbe dovuto essere l’obiettivo del raid condotto da Cimminiello e Cinque che avrebbero detto al 23enne di farsi da parte.

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I legami del ferito con la famiglia Mazzarella

Il ferito è legato alla famiglia Mazzarella, da sempre nemica dei Contini ai quali sarebbero affiliati il 30enne e il 28enne: i due sono stati accusati dell’agguato e di detenzione d’armi in luogo pubblico, reati aggravati dall’associazione mafiosa. Cimminiello e Cinque avrebbero voluto dimostrare la forza della loro organizzazione reprimendo ogni episodio che potesse metterne in discussione il potere criminale. M.M ha poi raccontato della rivendicazione dei due indagati di essere di “Vasc o Priatorio”. Per la Procura gli indagati avrebbero fatto parte del gruppo della Stadera-Poggioreale guidato dal reggente Pasquale Martinelli. 

L’Alleanza di Secondigliano e i Mazzarella

Le famiglie Contini, Licciardi e Mallardo costituiscono i principali clan dell’Alleanza di Secondigliano. Questi clan sono diventati realtà imprenditoriali che controllano gran parte delle attività economiche della città: catene di ristorazione, interi settori commerciali e il terziario.

Invece il clan Mazzarella, presente nella zona centrale e in quella orientale della città, è interessato a tessere alleanze con i gruppi criminali a Marigliano, San Giorgio a Cremano e Somma Vesuviana, inoltre, tenta di mettere le mani sugli appalti pubblici della vicina Salerno attraverso la compiacenza di alcuni amministratori pubblici. Senza tralasciare le mire espansionistiche extra-campane emerse nelle recenti operazioni di polizia giudiziaria che hanno evidenziato gli interessi in attività di riciclaggio nell’area dei Castelli Romani realizzate attraverso esponenti dell’alleato gruppo D’Amico.

La mappa dei clan

La mappa dei clan che controllano la città di Napoli si presenta quindi distinta in diverse macro-aree: quella controllata direttamente dall’Alleanza di Secondigliano comprendente quasi tutta la città di Napoli e buona parte della provincia; l’area riconducibile ai clan federati con l’Alleanza e ai gruppi ricadenti sotto il loro controllo; quella in cui l’Alleanza condivide la leadership con il clan Mazzarella ricadente prevalentemente nel centro della città di Napoli. C’è anche una zona di esclusiva egemonia del clan Mazzarella cioè Portici e San Giorgio a Cremano.

I gruppi minori restano protagonisti di contrapposizioni quasi tribali scandite da sparatorie, esplosioni di ordigni e incendi. Questi violenti episodi sono condotti per affermare la loro influenza in piccole parti del territorio sulle quali vogliono ottenere il controllo sulle estorsioni e sullo spaccio di droga. Solo in pochi sporadici casi gli omicidi sono direttamente riferibili ai cartelli maggiori e in tal caso sono inquadrabili in logiche di epurazione interna imposte a tutela degli equilibri delinquenziali e dei maggiori interessi legati ai grandi affari.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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