Al vertice del clan c’è il boss Ciro Mauè Rinaldi che è accusato di controllare l gruppo di San Giovanni a Teduccio. Al livello inferiore ci sarebbero i fratelli, Ciro e Sergio Grassia, Raffaele Maddaluno, Raffaele ‘Pop Oliviero, Giovanni Pagano, Francesco ‘o biondo’ Rinaldi, Vincenzo Vigorito.
Il ruolo di Ciro Grassia nel clan Rinaldi
Lunedì 9 marzo è stato arrestato Ciro Grassia nell’operazione eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli nell’ambito di un’attività d’indagine coordinata dalla DDA di Napoli. Il 62enne è uno storico affiliato al clan Rinaldi per il quale si sarebbe occupato delle riunioni dell’organizzazione. Dalle parole dei collaboratori di giustizia e dai riscontri degli inquirenti emerge che è stato uno degli obiettivi del clan D’Amico-Mazzarella nella faida: la sua auto venne colpita da diversi colpi di pistola nel febbraio 2019.
Come è stato catturato Ciro Grassia
I militari hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Grassia risultava irreperibile dallo scorso giugno 2025. In quell’occasione, durante un controllo effettuato presso la sua abitazione, il fuggitivo detto Cibè non era stato rintracciato, dando così inizio a un periodo di latitanza durato diversi mesi.
Era a San Giovanni a Teduccio
Le ricerche, avviate su disposizione della Procura Generale, sono proseguite senza sosta. Grazie all’attività investigativa complessa e articolata, condotta con metodi tradizionali e tecniche investigative avanzate, i Carabinieri sono riusciti a localizzarlo proprio a San Giovanni a Teduccio.
Secondo quanto emerso dalle indagini, durante il periodo di latitanza Grassia avrebbe continuato a esercitare il controllo del territorio in maniera indisturbata. Dopo la cattura, il 62enne è stato condotto in carcere, dove sconterà la pena prevista dal provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria.
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