Per gli inquirenti era uno dei vertici del gruppo, comprendente alcuni appartenenti alle forze dell’ordine che, in cambio di denaro e seguendo un vero e proprio tariffario, avrebbero effettuato accessi abusivi con le proprie credenziali per ottenere e commercializzare dati riservati, riguardanti anche diversi vip. Gli agenti della squadra mobile di Napoli e dalla polizia postale, con il coordinamento della sezione della Procura partenopea specializzata in sicurezza dei sistemi informatici e della Direzione nazionale antimafia, vagliarono migliaia di file per approfondire quanto scoperto prima di far scattare le manette nel maggio scorso.
A capo dell’organizzazione ci sarebbero stati Mattia Galavotti, socio della società “Sole investigazioni e sicurezza” insieme a Giuseppe Picariello, ritenuto socio di fatto della stessa società, tramite la compagna Maria Rosaria Cantiello, anche lei indagata. Il gip del tribunale di Napoli, accogliendo le argomentazioni del legale di Picariello, l’avvocato Fabio Segreti, ha concesso all’uomo gli arresti domiciliari fuori regione con ausilio del braccialetto elettronico. A spuntarla dunque la linea del penalista riuscito ad ottenere un alleggerimento della misura cautelare per il suo assistito.


