«Ha già ucciso». I rapporti con i Formicola e quell’agguato a Mergellina: i Del Re verso il processo

Non hanno esitato a sparare per uccidere il loro obiettivo senza badare a una mamma con i figli, al cameriere di un bar e alle tante persone presenti quel tre maggio in piazza Nazionale. E’ questo il ‘nocciolo’ delle conclusioni delle indagini a carico dei fratelli Armando e Antonio Del Re, accusati dell’agguato nel corso del quale è rimasta gravemente ferita la piccola Noemi (poi guarita grazie al miracoloso impegno dei sanitari del Santobono). L’obiettivo era Salvatore Nurcaro vicino alla cosca dei Reale (per la cui appartenenza è già finito in carcere) mentre i due fratelli Del Re avrebbero «agito al fine di agevolare l’organizzazione denominata clan Formicola», altra cosca orbitante sempre nell’area est. Difesi dai penalisti Claudio Davino (che assiste Armando Del Re), Antonella Genovino e Leopoldo Perone (che difendono Antonio Del Re) i due fratelli dovranno replicare alle accuse.
Indagini a cui si sono aggiunte le recenti dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia Umberto D’Amico ‘o lion, ‘neo gola profonda’ della mala di Napoli orientale che ha fornito particolari inediti sui retroscena dell’agguato:«Nel 2017 mi misi in testa che dovevo uccidere Armando Del Re che era il braccio destro di Antonio Marigliano ‘o silano, uno che vendeva droga a prezzi competitivi. Quando uscii dal carcere volevo l’esclusiva da Marigliano e gli andammo a sparare colpi di pistola in una piazza gestita da alcune ragazze sempre per conto di Marigliano. Poi passai un giorno nella zona delle Case Nuove, insieme al mio complice Salvatore Fido, per uccidere Armando Del Re». D’Amico dunque tira in ballo Antonio Marigliano (iscritto nel registro degli indagati per i fatti di piazza Nazionale) come mandante dell’omicidio di Salvatore Nurcaro. Internapoli del resto già aveva avanzato questa ipotesi in relazione alle tensioni tra lo stesso Nurcaro e i ras dei Formicola.

In riferimento all’agguato di piazza Nazionale contro Salvatore Nurcaro:«Sapevamo che Antonio Marigliano lo cercava. Dopo l’agguato, quando ho visto il video, ho riconosciuto Armando Del Re e la sua moto. L’ho riconosciuto subito»
Secondo lo stesso gip non era la prima volta che Armando Del Re sparava: «Quell’Armando del quartiere Secondigliano, autore del raid a piazza Nazionale» sarebbe stato anche «esecutore materiale dell’omicidio di un giovane in un locale avente sede a Mergellina, in quanto amante della moglie di Antonio Marigliano». «Armando– scrivono ancora i giudici –  veniva indicato quale killer al servizio proprio del Marigliano». Si tratta naturalmente di notizie che aspettano una verità processuale ma che sono state utili per gli inquirenti al fine di accertare i motivi della sparatoria in piazza Nazionale.