HomeCronacaDiscariche abusive scovate tra Napoli e Volla, scattano i sequestri

Discariche abusive scovate tra Napoli e Volla, scattano i sequestri

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Proseguono e si intensificano i controlli della Polizia Metropolitana di Napoli nell’ambito delle attività di contrasto al fenomeno della Terra dei Fuochi. Dopo l’operazione condotta martedì in località Cupa Santa Maria del Pozzo a Napoli, gli agenti ei funzionari del distretto di Nola hanno proceduto al sequestro di un’area di circa 6.900 metri quadrati nel Comune di Volla.

L’Audi rubata e ritrovato nel parcheggio abusivo

Il sito era adibito a parcheggio di automezzi e a deposito di rifiuti pericolosi e non pericolosi ed è risultato privo dell’autorizzazione allo scarico prescritta dal Testo Unico Ambientale, art. 124 e art. 137, comma 1, del D.Lgs. 152/2006,. Inoltre, durante gli controlli, si è proceduto anche al sequestro di una Audi modello rs3, risultata rubata (artt.482, 648 CP). Al termine dell’operazione, i responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria competente.

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Gestione illecita di rifiuti: la Polizia Metropolitana sequestra area abusiva di 300 mq a Napoli

La Polizia Metropolitana di Napoli ha proceduto questa mattina al sequestro di un’area di oltre 300 metri quadrati, in uso a una ditta edile, adibita alla gestione di rifiuti, ubicata nel Comune di Napoli in località Cupa Santa Maria del Pozzo, in relazione a numerose violazioni del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006). Il sequestro è avvenuto nell’ambito delle attività di controllo del territorio finalizzate al contrasto del fenomeno della Terra dei Fuochi, sulla base delle linee di indirizzo del Prefetto di Napoli, Michele di Bari.

Gli agenti e i funzionari della sezione Ambiente hanno riscontrato l’assenza di qualsiasi titolo autorizzativo: nello specifico, sono stati accertati la mancanza dell’autorizzazione alla gestione dei rifiuti prevista dall’art. 208 del T.U.A., l’assenza di autorizzazione allo scarico ai sensi dell’art. 137 comma 1 del medesimo decreto, nonché la mancanza della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA). Gli operatori hanno inoltre riscontrato la totale assenza di documentazione idonea a garantire la tracciabilità dei rifiuti trattati, elemento che non ha consentito di ricostruire la natura, la provenienza e la destinazione finale dei materiali presenti. Al termine delle operazioni, due persone sono state deferite alla Procura della Repubblica di Napoli.

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