I quartieri di Palermo invasi dalla droga, condannati 4 narcos di Napoli

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I napoletani condannati dalla Cassazione

I quartieri di Palermo invasi dalla droga, condannati 4 narcos di Napoli. Sono diventante definitive le condanne inflitte a 16 tra boss e gregari della Kalsa. Processo iniziato dopo l’operazione del luglio 2016, denominata “Tiro Mancino”. Inchiesta coordinata dall’allora procuratore aggiunto Teresa Principato e dai sostituti Amelia Luise e Bruno Brucoli, che portò a 26 arresti.

Secondo il quotidiano Il Giornale di Sicilia la quarta sezione della Corte di Cassazione ha rigettato i sedici ricorsi presentati delle difese degli imputati. Confermati, quindi, integralmente il verdetto emesso l’anno scorso dalla Corte d’Appello, presieduta da Mario Fontana.

L’INCHIESTA, SGOMINATO TRAFFICO DI DROGA

L’inchiesta aveva rivelato l’esistenza di un’organizzazione “contigua a Cosa nostra” dedica al traffico di stupefacenti con un asse che si era creato tra la città di Palermo e la Campania.
Droga di vario genere che veniva smerciata tra la Kalsa, ma anche altri quartieri della città e della provincia.

Dietro al business vi erano Antonino Abbate, nipote del boss Luigi Abbate, detto “Gino u mitra, ma anche Giovanni Battista Di Giovanni, fratello dei capimafia di Porta Nuova Gregorio e Tommaso. Questi ultimi, secondo l’accusa, avevano i contatti diretti con i napoletani.

LE CONDANNE

Antonino Abbate inflitti 15 anni di carcere, a Giovanni Di Giovanni 4 anni, a Giuseppe Bronte 2 anni e mezzo, a Giuseppe Tumminia 14 anni e 8 mesi, a Fabrizio Alfano 2 anni e mezzo, a Gaetano Giunta 4 anni, a Gaetano Leto 6 anni e 8 mesi, a Pietro Rubino 2 anni (pena sospesa). 4 anni a testa per Salvatore e Calogero Lupo. 8 anni e 8 mesi a Benito Eros Culotta, 8 anni ad Antonino Barbera. Confermate le condanne anche per i napoletani Ferdinando e Gaetano Matuozzo, rispettivamente 14 anni e 4 anni e mezzo, Luigi Parolisi, 8 anni e 8 mesi, e Gaetano Ferrara 2 anni.

Camorra. Fiumi di droga sull’asse Napoli-Palermo: ventisei arresti: articolo del 12 luglio 2016

Fiumi di droga invadevano non solo il mercato palermitano, ma anche quelli della Sicilia occidentale e di Palma di Montechiaro, nell’Agrigentino. È quanto scoprirono nel luglio del 2016 gli investigatori della Polizia che diedero esecuzione a 26 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Palermo su richiesta della locale Dda nell’ambito del blitz antidroga “Tiro mancino”. L’operazione ha sgominato un’organizzazione siculo-campana, vicina a Cosa nostra e dedita al narcotraffico.

Cocaina, eroina, hashish e marijuana venivano immesse, oltre che sulle piazze palermitane dello spaccio, anche a Mazara del Vallo, Marsala, Alcamo e Castellammare del Golfo, nel Trapanese, oltre che a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento. “Le cellule malavitose scoperte, palermitane e partenopee – spiegano gli investigatori -, costituivano un’unica joint venture criminale dedita al traffico illecito di stupefacenti”.

 

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