«È stato un miracolo», racconto e testimonianze dell’esplosione al rione Monterosa

L'esplosione stamattina al rione Monterosa

«Un miracolo». È la definizione data dagli abitanti del civico 1 di piazza della Libertà al rione Monterosa e da padre Francesco Minervino, il parroco della vicina chiesa della Resurrezione che li ha accolti dopo lo scoppio della bombola di gas all’ultimo piano della palazzina al quartiere Scampia. La deflagrazione di questa mattina attorno alle 11.30, udita a diversi chilometri di distanza, poteva portare a risvolti ben peggiori. Invece, tanto spavento ma nessun ferito con i sanitari del 118 intervenuti soltanto per curare sul posto le persone apparse in preda al panico. In piazza della Libertà impossibile non notare i detriti, i vetri in frantumi e parte delle finestre distrutte a causa dell’incendio.

Le testimonianze

«Abbiamo temuto di non farcela, poteva essere una strage. Fortunatamente lo scoppio è avvenuto quando ci eravamo precipitati in strada. Sarebbe bastato qualche istante di ritardo e le conseguenze sarebbero state ben diverse. Ora stiamo bene, è stato un miracolo» le parole Flora Abruzzese, parente degli abitanti della casa al quarto piano dove tutto si è verificato. La bombola, secondo quanto raccontano altri inquilini, si trovava su un balcone al lato esterno dell’appartamento al quarto piano del civico 1 di piazza della Libertà quando dal suo interno è iniziato a fuoriuscire del fumo seguito dalla propagazione delle fiamme. Accortosi del pericolo, il capofamiglia della stessa casa ha tentato di chiudere la bombola ustionandosi però le mani. Un segnale inequivocabile di quello che stava per succedere: l’uomo ha dato l’allarme alle altre 7 famiglie dell’edificio riversatesi in strada più velocemente possibile e con il cuore in gola. «Appena siamo corsi in strada perché ci avevano avvertito delle fiamme, è arrivata l’esplosione» è il racconto sempre degli abitanti confermato dai passanti presenti nelle aree limitrofe. In realtà non tutti si sono messi in salvo tempestivamente. «Io non mi sono accorta di niente, mi hanno chiamato più volte per dire di andarmene perché c’era una bombola di gas difettosa e gli altri già erano fuori. Sono qui a raccontarlo, ma potevo rimetterci le penne» la testimonianza di un’anziana donna dimorante in un appartamento confinante proprio con quello danneggiato dallo scoppio. Una volta in salvo, gli inquilini e i parenti si sono abbandonati in un abbraccio pieno di lacrime scaricando la tensione.

I primissimi interventi

Sul posto a mettere in sicurezza l’area i vigili del fuoco della Centrale Operativa che hanno domato l’incendio, e i carabinieri della Compagnia Stella ma ad intervenire per primi, in attesa dei soccorsi, sono stati un residente del posto di nome Gabriele che si trovava all’esterno di un bar, un vigile del fuoco in quel momento fuori servizio e il consigliere dell’Ottava Municipalità Ciro Esposito che poi dirà: «Siamo saliti sino all’appartamento in fiamme perché ci avevano detto che attorno alla palazzina c’erano dei bambini. Ci siamo anche noi assicurati che non ci fosse nessuno ancora in casa. Il nostro è stato un intervento a tutela dell’incolumità delle persone in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco, arrivati dopo i carabinieri».