Andrea Sempio rompe il silenzio dopo la chiusura delle indagini per omicidio a suo carico nel caso del delitto di Garlasco. In un’intervista esclusiva andata in onda a “Quarto Grado” su Retequattro, il 38enne ha respinto con decisione le accuse mosse dalla Procura di Pavia, ribadendo ancora una volta la propria innocenza.
«Io non ho mai visto i video di Chiara, non c’è mai stato questo mio interesse verso Chiara, non c’è mai stato nulla di tutto ciò. Capisco che alla fine bisognava trovare un qualche tipo di movente, è stato scelto questo, va bene», ha dichiarato Sempio. Poi ha aggiunto: «Non sono io, cioè non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi. La mia posizione è sempre quella degli inizi. Possono scrivere il capo di incolpazione che preferiscono, non cambia nulla». Il 38enne ha spiegato di sentirsi ormai “saturo” della vicenda: «Francamente sono talmente saturo da questa storia che ho pensato: “Meno male che finalmente possiamo vedere cosa c’è sotto”».
Nel corso dell’intervista ha parlato anche del rapporto con Marco Poggi e con la famiglia della vittima, definendo “viscido e basso” il tentativo di insinuare dubbi nei suoi confronti: «Pensare che lui o la sua famiglia potessero avere dei dubbi nei miei confronti, ovviamente è un pensiero che mi farebbe star male. Io però non lo credo».
Sempio ha poi raccontato il peso mediatico dell’inchiesta, paragonandosi «a un pugile che prende sessanta pugni», spiegando di aver ormai imparato a incassare i colpi. Sui soliloqui registrati in auto, finiti agli atti dell’indagine, ha precisato che «se ascoltati meglio, in realtà dimostrano che dicevo un’altra cosa».
L’indagato ha inoltre affrontato il tema dei contenuti emersi dai suoi forum online e dai diari personali, nei quali parlava di violenze e cercava informazioni sul “test del serial killer”. «Lo so che gli ho dato una mano a sembrare un tipo strano», ha ammesso, spiegando però che quei pensieri erano legati alla pressione vissuta durante le indagini. «È un anno e mezzo che dico che io mi sveglio e penso solo a questa storia».
Intanto è esplosa la polemica anche sulle dichiarazioni rilasciate a “Porta a Porta” dalla giornalista Concita Borrelli, che durante un dibattito sul delitto di Garlasco ha affermato: «Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro». Parole che hanno scatenato forti reazioni politiche. I componenti democratici della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai hanno definito le frasi «inaccettabili» e accusato la giornalista di banalizzare il tema della violenza sessuale. La redazione del programma condotto da Bruno Vespa si è detta «rammaricata per quanto accaduto».
Le lettere della mamma di Andrea Sempio ad Alberto Stasi
Nel corso della trasmissione “Ore 14 Sera”, condotta da Milo Infante su Rai 2, sono state mostrate due lettere scritte da Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, e indirizzate ad Alberto Stasi mentre era detenuto in carcere. I due scritti risalgono al 16 dicembre 2018 e al 31 gennaio 2019.
Nella prima lettera, la donna ripercorre il dolore vissuto dalla propria famiglia durante gli anni dell’inchiesta e difende con forza l’innocenza del figlio. “Negli anni ho lavorato come vigilatrice penitenziaria presso il carcere di Voghera, in molte celle c’era un cartello con scritto ‘con i soldi e l’amicizio lo metti in c… alla giustizia’. Quanto è vero. La mia famiglia pagherà per anni per qualcosa di ingiusto, mio figlio è innocente. Ci siamo riempiti di debiti per pagare gli avvocati, ci avete rovinati”.
Nella seconda lettera, inviata circa un mese dopo, il tono diventa ancora più duro. “Ti ho scritto una lettera più di un mese fa alla quale come supponevo non ho avuto risposta però mi ha confermato che la giustizia italiana con te non ha sbagliato”, scrive Ferrari ad Alberto Stasi. Poi aggiunge: “Stai tranquillo, non ho intenzione di insultarti, ti basta guardarti allo specchio la mattina. Auguro solo a te e a tutti quelli che hanno fatto male alla mia famiglia e a mio figlio Andrea che Dio o il destino o la vita (chiamalo come vuoi) vi riservi nè più nè meno di ciò che vi siete meritati”.
La donna si rivolge anche alla madre di Stasi, facendo riferimento ad alcune dichiarazioni rilasciate in televisione: “Un consiglio per tua madre: signora? se quando guarda negli occhi suo figlio vede un innocente (come ha dichiarato in tele alle Iene) le consiglio una bella visita oculistica, ne ha bisogno, ma da un oculista bravo”.
Infine, conclude la lettera tornando sulle difficoltà economiche affrontate dalla sua famiglia: “Se non ha i 120 euro per la visita glieli offro io. Ci siamo mangiati migliaia e migliaia di euro a causa delle vostre indagini difensive e da innocenti. 120 euro non mi cambieranno la vita. E se per caso ti venisse in mente di strumentalizzare queste due lettere per fare ancora qualcosa, sappi che le ho fotocopiate e sono state visionate da un avvocato. Addio”.

