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Luana trovata senza vita in casa a Napoli, è giallo: per il gip “non fu suicidio”

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A più di un anno dalla morte di Luana Di Raffaele, il caso torna al centro delle indagini e si allontana sempre di più l’ipotesi di un gesto volontario. La giovane era stata trovata senza vita il 26 marzo 2025 in un appartamento della zona Torretta, nei vicoli di Mergellina, con un cappio al collo. Una scena che inizialmente aveva fatto pensare a un suicidio, ma che oggi presenta ancora troppe ombre.

Il gip Lucia Di Micco ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Napoli e disposto nuovi approfondimenti investigativi nell’ambito di un fascicolo aperto per istigazione al suicidio contro ignoti. Una decisione maturata anche alla luce del lavoro svolto dall’avvocato Carlo De Pascale, legale della madre della ragazza.

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Secondo il giudice, si legge su Il Mattino, ci sono diversi aspetti ancora da chiarire. Il primo riguarda l’orario esatto della morte: il gip ha chiesto una nuova integrazione peritale per verificare eventuali errori nella datazione del decesso. Ma non solo. Gli investigatori dovranno acquisire nuovamente i tabulati telefonici dell’uomo che avrebbe incontrato Luana per ultimo e approfondire l’intera rete di rapporti personali della giovane, ascoltando amiche e parenti che potrebbero fornire elementi utili.

Tra gli aspetti più delicati emersi nell’inchiesta c’è anche una intercettazione considerata particolarmente inquietante. In una conversazione agli atti si fa riferimento a un uomo che «ha quasi ucciso lei», ma la sua identità resta ancora avvolta nel mistero. Il nome di questo soggetto sarebbe noto nell’ambiente vicino alla vittima, ma nessuno tra le persone ascoltate dagli investigatori avrebbe mai ammesso di conoscerlo.

Per il gip è un dettaglio che non può essere ignorato. Il giudice chiede infatti di capire chi sia questo “mister x” e se possa avere avuto un ruolo nella morte della giovane donna. Proprio per questo motivo sono stati concessi altri tre mesi di indagini alla Procura. A distanza di oltre un anno, il caso di Luana Di Raffaele resta dunque aperto e pieno di interrogativi. Quel cappio al collo potrebbe nascondere una verità diversa da quella ipotizzata inizialmente.

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