Far West sull’Asse Mediano: Sorrentino morto sul colpo. Giallo sulla telefonata al 118

Si sono avvicinati alla Ford Ka guidata da Gennaro Sorrentino e hanno aperto il fuoco davanti a decine di automobilisti. Il 50enne, noto esponente degli scissionisti, originario del Monterosa, è stato ucciso sull’Asse Mediano, raggiunto da quattro proiettili alla testa. Non ha avuto neanche il tempo di reagire all’agguato, l’uomo è morto sul colpo, mentre l’auto senza controllo ha finito la sua corsa contro il guardrail prima di tornare lungo la carreggiata.

In molti non hanno percepito cosa fosse accaduto. Secondo quanto si apprende, infatti, i sanitari sono stati avvertiti dagli stessi automobilisti convinti che Sorrentino avesse accusato un malore. Solo successivamente, il personale del 118, appurata la presenza di fori di proiettile, ha avvisato le forze dell’ordine.

Gennaro Sorrentino, il 51enne ucciso qualche ora fa sull’Asse mediano in direzione Napoli, era un fedelissimo degli Scissionisti sin dalla prima ora. Fu tra i primi nel 2004 ad aderire alla scelta di Lello Amato di staccarsi dal clan Di Lauro per confluire nella galassia poi deflagratasi nel corso della seconda faida.

Proprio in quel periodo divenne uno dei soci della famosa piazza delle ‘Case dei Puffi’, una dei ‘punti vendita’ più redditizi dell’area nord gestita da Raffaele Stanchi, ‘Lello Bastone’ ucciso dalla Vanella Grassi nei pressi del cimitero di Melito e a cui tagliarono le mani in segno di disprezzo.

‘Capaianca’, come è conosciuto negli ambienti criminali, era uno dei quindici promotori della piazza come emerge da diversi verbali redatti nel corso degli anni dai collaboratori di giustizia.

Il nome di Sorrentino in particolare emerse in un verbale dell’11 novembre del 2010 in cui il pentito Biagio Esposito raccontava dei contatti tra gli Amato-Pagano e Raffaele Imperiale, il broker del narcotraffico da tempo residente a Dubai per la vendita di grosse partite di droga e armi. Quest’ultime, secondo il racconto di Esposito, avrebbero interessato anche il gruppo di cui Sorrentino faceva parte, gruppo all’epoca gestito da Raffaele Stanchi.

L’agguato è avvenuto intorno alle dodici nei pressi degli svincoli per Scampia e Acerra. L’allarme è scattato solo dopo una decina di minuti, quando un automobilista, notando quel corpo immobile sul sedile di guida, ha chiamato il 118, credendo che quell’uomo avesse avuto un malore. Sono stati i sanitari del servizio di emergenza, giunti sul posto, a constatare il decesso e ad avvertire i carabinieri quando si sono resi conto che Gennaro Sorrentino era stato ucciso a colpi di pistola. Sul posto i militari di Melito, quelli della compagnia di Giugliano, diretta dal capitano Andrea Coratza, e i carabinieri del nucleo investigativo del comando territoriale di Castello di Cisterna, una task force coordinata dal pubblico ministero Simona Belluccio della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.