Da sinistra Stefano Bocchetti e Antonio Avolio

E’ stato l’omicidio di Salvatore Bocchetti ‘Mniell’ ad innescare la nuova faida di Miano. Guerra i cui strascichi arrivano fino ad oggi con l’ultimo omicidio, quello di Antonio Avolio (leggi qui l’articolo). Una situazione di divisione del territorio cristallizzatasi negli ultimi anni (leggi qui) ma sfociata in guerra vera e propria solo negli ultimi mesi (leggi qui l’articolo). Fatto sta che l’omicidio di ‘Mniell’ ha innescato il botta e risposta tra i due gruppi fino ai blitz dello Stato che hanno decapitato i vertici dei due sodalizi.

Prima dell’omicidio Bocchetti un altro fallito agguato

Per gli inquirenti le nuove rivalità tra le due ‘anime’ criminali della zona avrebbe raggiunto il proprio zenit proprio con l’omicidio di via Valente. Bocchetti, componenti del gruppo di ‘Abbasc Miano’ era stato tra gli autori del raid incendiario contro l’abitazione dei parenti di Luigi Cifrone. A quel gesto era seguito un fallito agguato a Giovanni Borriello (arrestato insieme agli altri ras di Abbasc Miano nel maxi blitz del febbraio di due anni fa). Almeno fino all’omicidio di via Valente. A partire da quell’episodio sarebbe stata dichiarata una vera e propria guerra. Le ultime ordinanza di custodia cautelare e la raffica di pentimenti che ha interessato i gruppi criminali di Miano forniscono inoltre un quadro più nitido dello scacchiere criminale. Un quadro caratterizzato dall’indebolimento dei Lo Russo e della formazione di tanti sottogruppi che, in diverse fasi, hanno tentato la scalata al potere nel quartiere. Con la disarticolazione del gruppo di ‘Abbasc Miano’ i ‘vincitori’ sembravano essere quelle famiglie che hanno la loro roccaforte tra via Janfolla e via Vittorio Veneto. La nuova ondata di violenza dimostra invece che il quadro è tutto in divenire.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.