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I nuovi affari del clan Mazzarella, sequestro milionario tra gioielli e contanti

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Da stanotte i Carabinieri dei Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare applicativa della custodia in carcere e del divieto di dimora in Campania, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 16 persone. Sono gravemente indiziati – a vario titolo – di associazione per delinquere, frode informatica e accesso abusivo a sistemi informatici, reati aggravati dalle finalità mafiose.

I nuovi affari dei Mazzarella, le truffe informatiche

Le complesse indagini sviluppate tra il 2022 e il 2024 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Napoli, anche mediante mirate attività tecniche, e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, hanno consentito, sotto scoperto i meccanismo criminale.

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I capi del clan Mazzarella

Documentata l’operatività di un’associazione per delinquere riferibile al clan Mazzarella, attivo a Napoli e provincia, dedita alla commissione di truffe informatiche. In particolare, tra i destinatari della misura figurerebbero i capi tra questi ci sono anche elementi di spicco. Disposto l’obbligo di dimora per Marianna Giuliano, moglie del boss Michele Mazzarella. 

Arrivavano fino in Spagna

Scoperto il modus operandi del gruppo, che compiva azioni fraudolente in Italia ma anche in alcuni casi in Spagna, i cui associati riuscivano a truffare le vittime mediante attività di phishing (e-mail contraffatte) e vishing (telefonate fraudolente), attraverso le tecniche di caller ID spoofing (modificando il numero del chiamante in modo da far figurare quello dell’istituto di credito di appartenenza), inducendo così in errore la vittima, che ritenendo di parlare con un operatore del proprio istituto di credito rivelava dati sensibili, anche attraverso l’inoltro di successivi link che conducevano a siti “clone”.

Falsi agenti

Accertare come gli autori dell’azione criminale, qualificandosi quali operatori antifrode/agenti della polizia postale o militari dell’Arma dei Carabinieri, convincevano le vittime a disporre bonifici in loro favore, per scongiurare supposte operazioni illecite sui relativi conti correnti. Contestualmente è stata data esecuzione ad un sequestro preventivo per quasi 1 milione di euro.

II provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari dello stesso sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Truffe informatiche e conti svuotati, colpo al clan Mazzarella: 16 misure cautelari

 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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