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HomeCronacaIndagine sul clan Contini, scoperti i nuovi i capi e gli affiliati

Indagine sul clan Contini, scoperti i nuovi i capi e gli affiliati

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Le ultime indagini della DDA di Napoli hanno svelato l’organigramma dei Contini, componente dell’Alleanza di Secondigliano. La Procura di Napoli, diretta da Nicola Gratteri, ha inferto un duro colpo al clan fondato da Eduardo Contini e Patrizio Bosti indagando 126 persone.

Il 3 marzo la Squadra Mobile di Napoli della Polizia e i Carabinieri del Nucleo Investigativo, nel corso di un’operazione congiunta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare. I magistrati hanno delineato il nuovo scenario criminale, nato in seguito al blitz condotto contro i Contini il 26 giugno 2019.

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Il vertice del clan Contini

L’attuale capo del clan sarebbe Gennaro ‘o Muntato De Luca, già referente delle zone di San Giovanniello e del Rione Amicizia. Il 62enne avrebbe il ruolo di organizzatore per aver concordato con i vertici del clan Contini le linee strategiche, in particolare il traffico di droga e la gestione della rete di spacciatori delle piazze.

‘O Muntato avrebbe gestito la “cassa comune” al fine di pagare gli stipendi agli affiliati e le relative spese di giustizia. De Luca sarebbe stato anche il custode dei soldi destinati all’acquisto della droga. Al suo fianco ci sarebbe stato Antonio Migliaccio che avrebbe ricevuto l’investitura dal boss Bosti. 

Gli altri reggenti e ras dell’Alleanza a Napoli

Carmine De Luca, alias Zezzella o Capa Bianca, è ritenuto il reggente del Buvero, il borgo Sant’Antonio Abate. Avrebbe partecipato ai summit con gli altri ras dell’organizzazione, talvolta avrebbe evitato i conflitti interni.

Pasquale Martinelli avrebbe avuto il compito di gestire la zona Stadera-Poggioreale. Al suo fianco ci sarebbe stato Antonio ‘o Muntat’ Trambarulo, incaricato anche di confrontarsi con le famiglie Mallardo e Licciardi. L’usura e le estorsioni sarebbero state gestite da Vincenzo Grossi. 

Gennaro, Antonio e Giovanni ‘Suricillo’ Russo sono accusati di aver gestito la zona del Connolo. Gaetano Girgenti sarebbe stato il capozona del Vasto Arenaccia, dove avrebbe gestito il traffico di droga, le estorsioni e i nascondigli delle armi. Alfredo De Maria si sarebbe occupato dei Ponti Rossi. Ciro Marigliano sarebbe stato il capo della piazza di spaccio delle Case Nuove.

Particolare il ruolo svolto da Gennaro ‘Maradona’ Manetta, ritenuto la longa manus del clan all’ospedale San Giovanni Bosco. Mario Cardillo avrebbe gestito le piazze di spaccio nei territori controllati dall’organizzazione

“Figli e nipoti al posto dei capi, così si rigenera la camorra a Napoli”, la parole di Gratteri

 

 

 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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