Diceva di essersi sentito vittima di una truffa amorosa, che sarebbe stata perpetrata da parte di una escort. Ha spiegato di aver provato a sporgere denuncia, ma di non essere stato ritenuto credibile, tanto da «covare dentro di sé rabbia verso il mondo intero», fino alla decisione estemporanea: quella di prendere di mira una donna, una qualunque, che avrebbe dovuto pagare per il dolore provato in questi mesi.
Eccolo Antonio Meglio, classe 1986, finito in cella giovedì notte dopo aver sferrato dieci coltellate al volto, al collo e alle mani di una professionista di 32 anni. Raid sanguinario verso una vittima scelta a caso mentre rovistava dentro sé stesso, nell’abisso di una mente disturbata.
“Io vittima di una truffa amorosa, qualcuno doveva pagare”: il retroscena sull’aggressione sul bus al Vomero
Un caso di violenza ordinaria, occasionale, infernale, di cui abbiamo parlato nell’edizione di ieri di questo giornale: ad avere la peggio è stata Alessia Viola, 32 anni, penalista di riconosciuto talento, che è stata immobilizzata per quindici minuti con il volto a terra, all’interno del bus di linea C32. Giovedì notte, dunque, il film horror di via Simone Martini, scena in stile americano: la ragazza a terra, ha il ginocchio sul collo, il volto schiacciato zeppo di ferite.
Originario del quartiere Pianura, laureato in Giurisprudenza e praticante avvocato, Antonio Meglio in passato era stato in cura, per problemi psichiatrici, presso l’Asl cittadina; recentemente, da quanto si apprende, si era affidato invece a professionisti privati. Intorno alle 21 di giovedì, Antonio Meglio è salito sull’autobus della linea 132 e, quando il mezzo si trovava in via Simone Martini, ha aggredito la 32enne: la donna è stata accoltellata al volto e alle mani, poi tenuta in ostaggio per circa 15 minuti, mentre il 39enne minacciava di farle del male.
Insieme ai carabinieri, intervenuti sul posto, molti presenti hanno provato a far ragionare l’uomo, che infine è stato disarmato e arrestato dai militari. Mentre veniva portato via, poi, Meglio ha urlato frasi sconnesse, pregando gli astanti di avvertire Nicola Gratteri, procuratore di Napoli. Infine, mentre i carabinieri stavano portando Meglio alla gazzella, il 39enne ha rischiato di essere linciato dalla folla.
