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La faida di Scampia poteva essere evitata, 2 tentativi di pace prima della guerra

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La faida di Scampia si sarebbe potuta evitare, se solo i due incontri tra i capi dei Di Lauro e degli Scissionisti avessero portato ad una pace o quantomeno ad una tregua. E’ quanto filtra dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmine Cerrato, ex ras degli Spagnoli, da tempo passato dalla parte della giustizia.

Il pentito era stato sentito dai magistrati nell’ambito delle indagini per il duplice omicidio Montanino-Salierno, che di fatto dietre il via alla scia di sangue che portò all’assassinio di cento persone tra affiliati, parenti e vittime innocenti.

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Ad inizio 2004 – secondo quanto riferito da Carmine Cerrato – ci furono due incontri per tentare di riconciliare Raffaele Amato e Cesare Pagano con Cosimo Di Lauro. Un primo tentativo di ricomposizione avvenne nel gennaio 2004 a Casavatore fra Cesarino e Cosimino. Il summit risultò infruttuoso, tanto che si rese necessario un secondo faccia a faccia, che portò alla definitiva rottura, a causa delle richieste di Cosimo Di Lauro. Questi chiese, infatti, di eliminare tutti quelli che erano passati con i Spagnoli, ad accezione di coloro che avevano rapporti di sangue con Raffaele Amato e Cesare Pagano. Solo a queste condizioni agli Scissionisti sarebbe stata data la possibilità di impiantare un gruppo che gestisse, in alleanza con Di Lauro, il territorio di Casavatore.
La risposta negativa di Cesare Pagano portò alle interruzioni delle trattative ed al trasferimento di capi e ras degli Scissionisti in Spagna (prima a Malaga e poi a Barcellona), da dove fu organizzata la guerra al clan di Ciruzzo ‘O milionario, dando il via alla faida di Scampia.

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