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La mano di Parolin sull’elezione del Papa, “tradito” dagli italiani ha virato i suoi voti su Prevost

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Affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni, Papa Leone XIV ha delineato le linee guida del suo pontificato: pace, unità e dottrina sociale, con particolare attenzione a poveri, migranti, emarginati e sinodalità. Un discorso che ha subito dato il segno della sua missione principale: ricucire le fratture interne alla Chiesa.

Dietro la sua elezione si è consumato un confronto acceso tra diverse correnti: bergogliani e anti-bergogliani, sinodali e tradizionalisti, moderati e indecisi, questi ultimi in gran parte cardinali provenienti da diocesi periferiche. Il fatto che Prevost sia stato eletto alla quarta votazione dimostra che godeva già di un consenso consistente.

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A dare un forte segnale di unità è stata la presenza accanto a lui, sul balcone, del cardinale Pietro Parolin. Considerato inizialmente il favorito, Parolin ha visto sfumare le sue possibilità dopo tre votazioni infruttuose. Con realismo e spirito ecclesiale, ha ritirato la propria candidatura, avviando dietro le quinte un’importante mediazione per sostenere Prevost. Ha convinto la sua base, composta da diplomatici, brasiliani e altri alleati, a trasferire i voti sul nuovo candidato, contribuendo così in modo decisivo all’elezione.

Prevost, ex prefetto dei vescovi, vicino a Papa Francesco, ma capace di dialogo anche con i moderati e con parte del mondo conservatore, ha raccolto l’appoggio di sinodali, francesi, americani e parte dei latinoamericani. Un profilo in grado di unire Nord e Sud America, fedele alla visione sinodale di Francesco, ma rassicurante per chi teme deviazioni dalla dottrina e dalla tradizione.

Il gesto di Parolin, uomo delle istituzioni, ha evitato una lunga impasse e ulteriori fumate nere, che avrebbero rischiato di danneggiare la credibilità della Chiesa. Intanto i conservatori, pur esclusi dai giochi decisivi, osservano la scena. Emblematico il monito del cardinale Muller: “Il conclave non serve a scegliere un continuatore, ma un successore di Pietro, garante dell’unità nella verità”.

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